Kung Fu
功夫Nome collettivo di centinaia di tradizioni marziali cinesi. Non ha fondatore: Bodhidharma è una leggenda diffusa solo dal Novecento.
Informazioni Chiave
Carattere e Origine
Allenamento
Per chi
Organizzazione e Competizione
Di cosa è fatto lo stile
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Cataloghi e Database per Kung Fu
Informazioni su Kung Fu
Il kung fu, in cinese anche wushu, non è uno stile ma un nome collettivo per centinaia di tradizioni marziali cinesi. Non ha dunque un fondatore — e va detto subito, perché la risposta più comune a quella domanda è una leggenda. Secondo essa il monaco indiano Bodhidharma sarebbe giunto verso l'anno 500 al monastero di Shaolin e avrebbe insegnato ai monaci a combattere. Le prove la contraddicono. Nessuno dei testi marziali di Shaolin redatti prima dell'Ottocento menziona Bodhidharma né gli attribuisce la creazione delle arti marziali. L'attribuzione si fonda sul testo Yijin Jing, la cui paternità è stata contestata dagli storici Tang Hao, Xu Zhen e Matsuda Ryuchi: fu composto nel 1624 e la copia più antica conservata è del 1827, circa mille anni dopo Bodhidharma. La leggenda si diffuse solo dopo la pubblicazione a puntate del romanzo I viaggi di Lao Ts'an, fra il 1904 e il 1907. La storia documentata è diversa. Le perquisizioni governative nei monasteri di Chang'an portarono alla luce nel 446 depositi di armi, mezzo secolo prima della fondazione di Shaolin nel 497. E due dei primi monaci di Shaolin, Huiguang e Sengchou, erano combattenti esperti prima dell'arrivo di Bodhidharma. Il termine kung fu copre tutto, dagli stili esterni fondati su forza e velocità a quelli interni che lavorano con il respiro e la struttura del corpo. La parola stessa non indicava in origine un'arte marziale ma un'abilità acquisita con lavoro costante.
Stili e Rami
L'arte interna cinese documentata dal Seicento. Il suo fondatore è Chen Wangting; Zhang Sanfeng è una leggenda dell'Ottocento.
Stile cinese meridionale per la corta distanza, fondato sulla linea centrale e sull'economia del movimento. Lo resero celebre Yip Man e Bruce Lee.
L'insieme degli stili legati al monastero di Shaolin, nell'Henan. La tradizione marziale è documentata dai Ming, quando i monaci servivano anche come truppa.
Stile interno cinese fondato sul camminare in cerchio e sulla tecnica di palmo aperto; il suo peso sta nella schivata. Fondato da Dong Haichuan nell'Ottocento.
Stile della Cina meridionale a potenza corta ed esplosiva, dall'espressione dura e compatta. La tradizione lo lega a un monaco taoista; il lignaggio inizia nel Novecento.
Uno dei cinque grandi stili familiari del kung fu della Cina meridionale, noto per la bassa posizione del cavaliere. Il lignaggio documentato inizia nell'Ottocento.
Stile della Cina settentrionale, dallo Hebei, costruito su una sola idea: entrare. Colpi devastanti a corta distanza, impatto di tutto il corpo, gomito e spalla.
Arte interna cinese dal movimento diretto ed esplosivo, fondata sui cinque elementi. La tradizione la fa risalire a Yue Fei; il lignaggio documentato inizia nel Seicento.
Stile della Cina meridionale fondato nel 1836 da Chan Heung. Unisce le posizioni basse e le braccia forti del sud ai colpi ampi e alle rotazioni del nord.
Stile della Cina settentrionale, dallo Shandong, che imita la caccia della mantide. Il tratto distintivo è la mano a uncino; la mantide del sud è altro lignaggio.
Stile della Cina meridionale, dal Fujian, attribuito dalla tradizione a una donna, Fang Qiniang. Tramite il naha-te sta alla radice del karate di Okinawa.
La lotta cinese documentata più antica, radicata nel certame cerimoniale jiaodi. La proiezione vale di più quanto più chi la esegue resta in piedi; niente lotta a terra.
Nome collettivo delle arti interne legate ai monti Wudang e al taoismo. La divisione esterno-interno è un costrutto del Seicento, non una classificazione antica.
Una famiglia di stili della Cina settentrionale con grande allungo, calci alti e posizioni profonde: non un singolo stile. La versione agonistica è degli anni Cinquanta.
Lo stile cinese settentrionale dell'artiglio d'aquila, che aggiunge prese e leve al pugno lungo. Il lignaggio documentato inizia nell'Ottocento, non con Yue Fei.
Stile della Cina meridionale fondato sull''afferrare e lacerare con la mano ad artiglio di tigre. Nel 1957 fu una delle prime arti cinesi insegnate pubblicamente negli USA.
Stile della Cina settentrionale fondato sull''imprevedibilità deliberata del movimento. Lo rese celebre Huo Yuanjia, fondatore dell''associazione Jingwu di Shanghai.
Stile della Cina settentrionale che porta la forza attraverso la schiena da un braccio all'altro. Le braccia restano rilassate come una corda e si irrigidiscono solo all'impatto.
L'arte interna cinese che, sola, abolì le forme. La sua base è stare fermi in piedi; Wang Xiangzhai riteneva che le sequenze apprese leghino il praticante.
Stile della Cina del nord, di Cangzhou, celebre per le braccia lunghe e frustate. Si pratica insieme al bajiquan e alla sciabola miaodao.
Denominazione collettiva degli stili della Cina del nord di tradizione Shaolin. Combatte a distanza, con posizioni profonde e molti calci.
Stile della Cina del sud, dal Guangdong, che punta sul palmo aperto anziché sul pugno. Le posizioni sono più alte e mobili che in altre scuole meridionali.
Disciplina agonistica a contatto pieno del wushu cinese, del 1979. Si combatte su una piattaforma senza corde e spingere giù l'avversario dà punti.
Stile interno detto pugilato dell'acqua. Il movimento avanza per onde senza fine; la storia documentata comincia con Wu Yihui nel Novecento.
Metodo di condizionamento del palmo, non un'arte marziale a sé. Lo scopo non è la mano dura, ma trasmettere la forza attraverso il bersaglio.
Stile della Cina del sud, dal Fujian, composto da cinque fonti. La sua forma sanzhan è identica al sanchin okinawense: stessi caratteri, stesso principio.
Stile della Cina del nord che va a terra di proposito e di lì combatte. La caduta è tecnica, non fine, e l'avversario in piedi non ha risposta.
Stile cinese senza forme. Si allenano principi di movimento, non kata, così due allievi appaiono diversi. La base è la corsa su un cerchio di un metro.
Gruppo di stili di combattimento del Sichuan che si richiamano al sacro monte Emei; nessuna scuola storica unitaria è documentata.
Stile di kung fu della Cina settentrionale proveniente da Taiwan, il cui programma Wang Chueh-Jen rese pubblico alla fine degli anni quaranta.
Stile di kung fu della Cina meridionale; la storia pubblica inizia con la scuola di Ha Hon Hung nel Guangdong, nel 1924.
Denominazione collettiva degli stili della Cina meridionale; posizioni basse, corta distanza ed espirazione sonora, oggi disciplina di wushu.
Sistema cinese moderno del 2007 che unisce il bajiquan ad altri stili. Si pratica a mani nude e con armi, dal pugnale alla lancia.
Categoria tecnica delle arti cinesi: prese, leve e immobilizzazioni in cinque gruppi secondo ciò che si attacca.
Uno dei cinque stili familiari della Cina meridionale. Unisce ratto e serpente: passi corti, posture basse e colpi diretti veloci.
Raro ramo del sud della Cina della Mantide Religiosa del Sud incentrato sul combattimento ravvicinato.
Stile della Cina del nord fondato su calci portati da distanza ravvicinata. La linea documentata inizia nello Hebei dell'Ottocento; la genealogia anteriore è leggenda.
Stile tradizionale cinese di kung fu specializzato nel combattimento ravvicinato.
Stile della Cina settentrionale già citato dal generale Qi Jiguang nel XVI secolo. Si fonda sulla densità dei colpi appaiati, non sulla forza di uno solo.
Nome collettivo degli stili meridionali del popolo hakka. Condividono la corta distanza, il lavoro di avambraccio e la forza che nasce dall'affondare.
Insieme di stili cinesi della scimmia con cinque tipi; il ramo meglio documentato, Da Sheng Men, nacque verso il 1911.
Il ramo combattivo del choy li fut, fondato a Foshan nel 1851 da Jeong Yim. Addestrò ribelli Taiping e punta su combinazioni ininterrotte di colpi.
Ramo del bajiquan che porta il nome di Huo Diange, guardia del corpo dell'ultimo imperatore cinese. Basato su passo battuto, gomito e spalla da vicino.
Stile familiare della Cina del sud fondato da Jow Lung. Unisce la forza dell'hung ga al gioco di gambe del choy gar e all'allungo dello Shaolin del nord.
Ramo fondatore del lignaggio dello stile Choy Li Fut del villaggio di King Mui.
Stile familiare della Cina meridionale, una delle cinque linee del sud. La storia documentata inizia nel 1961 in Gran Bretagna, dove è il kung fu più praticato.
Uno dei cinque stili familiari della Cina meridionale. Unisce il pugno saldo del sud all'agilità del nord; noto per il bastone lungo e le gambe.
Stile tradizionale di kung fu Shaolin caratterizzato da una catena ininterrotta di colpi.
Arte marziale tradizionale della Cina settentrionale basata su 6 forze armoniche.
Stile interno cinese detto «pugilato dell''acqua». La tradizione ne colloca l''origine in epoca Song, ma la storia documentata comincia con Wu Yihui nel Novecento.
Stile della Cina del sud dell'area hakka, diffuso da Lam Yiu-gwai. Lavora a distanza ravvicinata e cambia l'altezza del corpo invece di schivare di lato.
Stile rurale della Cina del nord con un proprio ramo dottrinale. Si fonda su cinque posture e sul camminare tra esse; partecipò alla rivolta dei Boxer del 1900.
Arte marziale cinese fluida che combina morbidezza e colpo.
Uno dei cinque grandi stili familiari della Cina meridionale. Combatte così da vicino che se ne dice: petto contro petto, respiro contro respiro.
Stile tradizionale tibetano-cinese di kung fu caratterizzato da colpi a lunga distancia.
Il ramo più praticato della mantide del nord. Unisce metodi duri e morbidi, attacchi lunghi e corti; il suo fondatore non è documentato.
Stile cinese del nord del pugno di cannone. I colpi partono come uno sparo, con lavoro di mani incrociate e posizione del cavaliere profonda.
Stile raro di kung fu della Cina settentrionale caratterizzato da colpi.
Stile cinese che porta il nome del fondatore della dinastia Song. L'attribuzione all'imperatore è tradizione; documentata è la menzione di Qi Jiguang nel XVI secolo.
Arte della Cina meridionale confusa con il wing chun; i nomi suonano quasi uguali in cantonese, i sistemi invece no.
La metà «forme» del wushu sportivo moderno. Non si combatte: si giudicano esecuzione, difficoltà dei salti e precisione dell'atterraggio.
Insieme di stili cinesi che imitano un ubriaco; l'instabilità è insieme inganno e fonte di potenza del colpo.
Stili simili
Selezionati per somiglianza di profilo, non per parentela storica.
