Kung Fu
功夫Denominazione collettiva delle arti marziali cinesi, non uno stile unico. Comprende il wushu sportivo (taolu e sanda) e le scuole tradizionali. Un fondatore non c’è, Bodhidharma è leggenda.
Informazioni Chiave
Carattere e Origine
Allenamento
Per chi
Organizzazione e Competizione
Di cosa è fatto lo stile
Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.
Confronti
Cataloghi e Database per Kung Fu
Informazioni su Kung Fu
Il Kung Fu non è uno stile unico, ma la denominazione collettiva delle arti marziali cinesi. La parola cinese gongfu significa qualsiasi abilità acquisita con una lunga pratica e si può dire anche della cerimonia del tè. In cinese le arti marziali si chiamano wushu e così si chiama anche lo sport moderno. In inglese la parola Kung Fu nel senso di arte marziale si diffuse con i film di Bruce Lee negli anni settanta.
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Un fondatore il Kung Fu non lo ha. La leggenda del monaco indiano Bodhidharma, che avrebbe insegnato ai monaci nel monastero di Shaolin a combattere, si basa sul testo Yijin Jing redatto nel 1624, la cui più antica copia conservata è del 1827. L’attribuzione a Bodhidharma l’hanno respinta gli storici Tang Hao, Xu Zhen e Matsuda Ryuchi e il più antico testo su Bodhidharma del 547 non lo descrive come combattente. La leggenda si diffuse largamente solo dopo la pubblicazione del romanzo The Travels of Lao Can negli anni 1904–1907. Documentato è altro: il monastero di Shaolin sorse nel 495 e già i suoi primi monaci cinesi Huiguang e Sengchou erano noti per le capacità di combattimento. Tredici monaci di Shaolin aiutarono il futuro imperatore Taizong, come documenta una lettera di ringraziamento del 626. Il generale Qi Jiguang descrisse nel manuale militare Jixiao Xinshu degli anni 1560 e 1561 sedici stili di combattimento. Gli stili si dividono in stili del nord con calci e salti alti e stili del sud con un forte lavoro delle mani e posizioni stabili, il confine corre grosso modo lungo il fiume Yangtze. La distinzione tra stili interni (taijiquan, xingyiquan, baguazhang) ed esterni compare per la prima volta nel 1669 con Huang Zongxi. La forma organizzata nacque nel XX secolo: Jingwu a Shanghai nel 1910, l’Istituto centrale del guoshu a Nanjing nel 1928 e dal 1958 il wushu sportivo nella RPC. La federazione internazionale IWUF nacque nel 1990 e ha due discipline: i taolu, cioè forme valutate con le mani nude e con le armi, e il sanda, combattimento a pieno contatto. Il wushu non è uno sport olimpico. La Chinese Wushu Association conferisce nove gradi duan, un sistema unico di gradi per tutte le scuole però non l’abbiamo trovato.
Storia
Il kung-fu non ha un fondatore né un anno di nascita, è il termine collettivo per le arti marziali cinesi. Il cinese gongfu indica qualsiasi abilità acquisita con la pratica, le arti marziali in cinese si chiamano wushu. Il monastero di Shaolin sorse nel 495 e i suoi primi monaci cinesi Huiguang e Sengchou erano noti per le capacità di combattimento. Tredici monaci shaolin aiutarono il futuro imperatore Taizong, come documenta una lettera di ringraziamento del 626. Il generale Qi Jiguang descrisse nel manuale militare Jixiao Xinshu (1560–1561) sedici stili di combattimento. La leggenda di Bodhidharma come maestro dei monaci, basata sullo scritto Yijin Jing del 1624, è stata respinta dagli storici Tang Hao, Xu Zhen e Matsuda Ryuchi. La forma organizzata nacque nel XX secolo: Jingwu a Shanghai nel 1910 con Huo Yuanjia come volto pubblico, l’Istituto centrale di guoshu a Nanjing nel 1928, l’All-China Wushu Association nel 1958 e l’IWUF nel 1990 a Pechino. Durante la Rivoluzione culturale (1966–1976) le arti tradizionali furono represse e lo Stato promosse al posto delle scuole autonome e delle linee familiari un wushu agonistico regolamentato. Dopo il 1998 il governo sostiene sia gli stili tradizionali sia il wushu moderno.
Tecnica
Gli stili si dividono tradizionalmente in stili del nord, che sottolineano calci rapidi e potenti, salti alti e movimento fluido, e stili del sud con un forte lavoro delle braccia, posizioni stabili e un rapido lavoro delle gambe. Il confine corre grosso modo lungo il fiume Yangtze e le differenze si sono in gran parte attenuate. La seconda divisione è tra stili interni (neijia), che si basano sulla leva rilassata del corpo guidata dalla mente, ed esterni (waijia) con movimento rapido ed esplosivo e forza. Sun Lutang annoverava tra gli interni il taijiquan, lo xingyiquan e il baguazhang, il baguazhang si pratica camminando in cerchio in posizioni basse. Le leve alle articolazioni e ai muscoli qinna sono presenti in una certa misura in tutti gli stili, più nel sud che nel nord. Nelle proiezioni è specializzato lo shuai jiao.
Allenamento
L’allenamento poggia sulle forme taolu, sull’esercizio in coppia duilian e sul jiti di gruppo, nel wushu sportivo anche con le armi. Gli stili interni praticano la spinta delle mani e lo zhan zhuang, lo stare in una sola posizione da due minuti a due ore, durante il quale i principianti possono provare forte affaticamento muscolare e tremori. Il programma duanwei della Chinese Wushu Association aggiunge elementi per livelli: pugno, calcio, presa, posizione, combattimento e infine tutto insieme, ogni livello ha una propria forma. La resistenza piena è documentata nel sanda, il combattimento a pieno contatto dell’IWUF, trattato a parte. Non siamo riusciti a documentare né la struttura della lezione né la frequenza dell’allenamento.
Gradi e progressione
Un sistema unico di cinture del Kung Fu non l’abbiamo trovato e i gradi degli istruttori sono fonte di controversie. Nella RPC i gradi duanwei li valuta la Chinese Wushu Association: nove gradi duan (base 1–3, intermedi 4–6, superiori 7–9) e un grado preliminare di tre livelli. Si valutano etica, teoria, tecnica e abilità, per i gradi superiori anche il contributo allo sviluppo del wushu. Il programma dei corsi fu convalidato dal comitato di valutazione della CWA nel luglio 2008. Se i gradi duanwei siano riconosciuti dalle scuole al di fuori della CWA, non l’abbiamo trovato.
Per chi
L’età agonistica la stabiliscono le regole IWUF per i taolu (2019): bambini fino a 11 anni, giovani 12–14, juniores 15–17 e adulti dai 18 anni. La forma di changquan o nanquan dura per gli adulti almeno 1:20, per juniores e bambini almeno 1:10. L’età di ammissione alle scuole tradizionali non l’abbiamo trovata. Lo studio randomizzato di Tsang e coll. (J Sports Sci Med 2009) ha assegnato 20 adolescenti non sportivi in sovrappeso o obesi (media 13,3 anni, 60 % ragazze) per 6 mesi al Kung Fu o al tai chi, nella massa grassa i gruppi non differivano. Changizi e Rahnama (2017) hanno rilevato in 51 atleti di wushu d’élite (media 16,3 anni) 6,85 infortuni ogni 1 000 ore, il 47,6 % agli arti inferiori, la disciplina non è indicata. Uno studio sugli anziani l’abbiamo trovato solo per il taijiquan, programmi per le donne non ne abbiamo trovati.
Competizioni
La federazione internazionale IWUF ha due discipline: i taolu, forme valutate con le mani nude e con le armi, e il sanda, combattimento a pieno contatto con pugni, calci e proiezioni, descritto a parte come Sanda. I campionati del mondo li organizza dal 1991 ogni due anni. Nei taolu secondo le regole del 2019 i giudici valutano la qualità dei movimenti (5 punti), l’impressione complessiva (3) e la difficoltà (2), per duilian e jiti senza difficoltà qualità e impressione con 5 punti ciascuna. La componente della difficoltà è stata aggiunta con la revisione delle regole del 2003. Il wushu non è uno sport olimpico. Il torneo di Pechino 2008 si svolse in parallelo ai Giochi e le sue medaglie non furono conteggiate, il CIO ha riconosciuto l’IWUF nel 2002.
Attrezzatura
L’abbigliamento delle scuole tradizionali e la divisa di gara dei taolu non siamo riusciti a documentarli. Le armi per i taolu le normano le regole IWUF (2019): la sciabola dao e la spada jian tenute in verticale devono arrivare con la punta almeno al bordo superiore dell’orecchio, il bastone gun almeno all’altezza dell’atleta, la lancia qiang dal pavimento alla punta del dito medio del braccio sollevato e la sua nappa deve misurare almeno 20 cm. L’attrezzatura da gara del sanda, cioè guantini, casco, paratorace e paradenti e per gli juniores le protezioni del collo del piede, è descritta a parte come Sanda.
Filosofia
Il sistema etico delle arti marziali cinesi si chiama wude, morale marziale. La distinzione tra arti interne ed esterne compare per la prima volta nel 1669 nell’Epitaffio per Wang Zhengnan di Huang Zongxi e suo figlio Huang Baijia compilò nel 1676 il manuale delle arti interne Neijia Quanfa. Secondo Henning si trattò di una classificazione più politica che tecnica e alcuni praticanti rifiutano la distinzione. Gli stili interni si concentrano sul lavoro con il qi, quelli esterni sulla condizione muscolare e cardiovascolare. Il codice xia del genere wuxia, riparare i torti e punire gli oppressori, appartiene alla finzione, non alle scuole tradizionali.
Stili e scuole
Il kung-fu non è un unico stile, ma un termine generico per molte scuole cinesi. Molte portano il nome di una famiglia o di un maestro, altre imitano gli animali: le tecniche dello xingyiquan derivano da dodici forme animali.
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Tra gli stili interni rientra il taijiquan. Secondo la candidatura all'UNESCO, nacque a metà del XVII secolo nella contea di Wenxian, nella provincia dello Henan, e si sviluppò in diverse scuole che prendono il nome da una famiglia o da un maestro. La Britannica colloca la sua codificazione e denominazione all'inizio della dinastia Qing. La Federazione internazionale di wushu IWUF vi indica cinque stili: Chen, Yang, Wu, Sun e Wu (Hao). A seconda della scuola, le forme comprendono da 24 a 108 movimenti o più, e tutte partono da una di tre posizioni, con il peso davanti, dietro o nella posizione del cavaliere. Dal 2020 il taijiquan è nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO e si trasmette tradizionalmente nella linea familiare o attraverso il rapporto tra maestro e allievo confermato dalla cerimonia baishi. Lo stile del sud Choy Li Fut fu fondato nel 1836 da Chan Heung, della contea di Xinhui, nella provincia del Guangdong. Il nome ricorda i suoi maestri Choy Fook e Lee Yau San, e la parola fut significa in cantonese Buddha e rimanda all'origine shaolin dei maestri. Nel 2008 lo stile fu iscritto nella lista nazionale cinese del patrimonio immateriale. Choy Li Fut e diverse linee di Wing Chun sono anche nella lista del patrimonio culturale immateriale di Hong Kong. La forma sportiva è governata dalla IWUF. Ai campionati del mondo il taolu si disputa in quindici discipline, tra cui changquan, nanquan, taijiquan, baguazhang e xingyiquan, con armi (daoshu, jianshu, gunshu, qiangshu, nandao, nangun) e nelle forme a coppie duilian.
Oggi
In Occidente il Kung Fu si diffuse dopo il 1949, quando i maestri lasciarono la RPC per Taiwan, Hong Kong e altrove. La parola Kung Fu apparve per la prima volta a stampa in inglese sulla rivista Punch nel 1966 e l’ondata di interesse negli anni settanta la portarono i film di Bruce Lee. Il cinema d’azione di Hong Kong dominò il genere dal 1971 fino alla metà degli anni novanta e Shaolin Temple (1982) con Jet Li ha riacceso l’interesse per le arti marziali in Cina e il turismo verso il monastero. Jet Li fu negli anni 1975–1979 quattro volte campione della RPC nel combinato di wushu. Il personaggio di Wong Fei-hung, maestro di Hung Gar, è comparso dal 1949 in più di 100 film e serie. Un’organizzazione che riunisca le scuole tradizionali non l’abbiamo trovata, il wushu sportivo lo guida l’IWUF con le federazioni continentali.
Nella cultura
Il film Enter the Dragon, coproduzione di Stati Uniti e Hong Kong diretta da Robert Clouse, fu distribuito dalla Warner Bros. il 17 agosto 1973, circa un mese dopo la morte di Bruce Lee a 32 anni. Lee vi coreografò tutti i combattimenti. Il film incassò negli Stati Uniti 21 milioni di dollari, nelle prime due settimane di distribuzione ampia guidò il botteghino, nel 2004 la Library of Congress lo inserì nel National Film Registry americano e un sondaggio dei quotidiani The Guardian e The Observer lo elesse nel 2013 miglior film di arti marziali di tutti i tempi. Il film Crouching Tiger, Hidden Dragon di Ang Lee ottenne alla 73ª edizione degli Oscar dieci candidature e quattro premi, per la scenografia, la fotografia, la musica di Tan Dun e il film in lingua straniera. Jackie Chan, che iniziò a diciassette anni come stuntman in film di Hong Kong, ricevette nel 2016 un Oscar onorario.
Curiosità
I monumenti storici di Dengfeng, compreso il complesso del monastero di Shaolin, sono dal 2010 nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Ip Man nacque il 1º ottobre 1893 a Foshan e imparò il Wing Chun da Chan Wah Shun. Nel 1949 si trasferì a Hong Kong, dove insegnò il Wing Chun, dal 1953 fu suo allievo Bruce Lee, e vi morì il 2 dicembre 1972. Bruce Lee fu espulso dal La Salle College nel 1956, fin dai dodici anni frequentava le bande di strada di Kowloon e arrivò alle lezioni di Ip Man tramite uno dei loro membri. Il wushu non è mai stato nel programma dei Giochi olimpici. Il CIO autorizzò un torneo di wushu a Pechino durante i Giochi del 2008, e un torneo giovanile si tenne ai Giochi olimpici giovanili di Nanchino nel 2014.
Stili e Rami
Famiglia cinese di stili di arte marziale interna con forme lente e tuishou, documentata dal XVII secolo nello Henan. Zhang Sanfeng è una leggenda, UNESCO 2020.
Stile della Cina meridionale per il combattimento ravvicinato, basato su linea centrale ed economia del movimento. La linea documentata inizia nel XIX secolo, noto per Ip Man e Bruce Lee.
Arti marziali legate al monastero di Shaolin nello Henan. L’addestramento dei monaci è documentato dal XVI secolo, la leggenda di Bodhidharma non regge storicamente.
Arte marziale cinese basata sulla camminata in cerchio, con colpi di palmo, calci, leve e proiezioni. Si collega a Dong Haichuan, arrivato a Pechino intorno al 1864.
Stile di combattimento a corta distanza della Cina meridionale. La linea documentata inizia con Cheung Lai Chuen, la storia del monaco Bak Mei è una leggenda.
Stile di Kung Fu del sud della Cina con posizioni basse e il simbolo di tigre e gru. La linea documentata inizia nel XIX secolo con Wong Kei-ying e Wong Fei-hung.
Stile della Cina settentrionale, dallo Hebei, costruito su una sola idea: entrare. Colpi devastanti a corta distanza, impatto di tutto il corpo, gomito e spalla.
Arte cinese del movimento diretto in avanti e della forza esplosiva con cinque pugni wuxing, dodici animali e un addestramento tradizionale che inizia con la lancia.
Stile della Cina meridionale, fondato nel 1836 da Chan Heung di Xinhui nel Guangdong. L’elenco statale del patrimonio immateriale della RPC lo include dal 2008.
Stile della Cina settentrionale, dallo Shandong, che imita la caccia della mantide. Il tratto distintivo è la mano a uncino; la mantide del sud è altro lignaggio.
Famiglia di stili meridionali del Fujian, attribuita dalla tradizione alla leggendaria Fang Qiniang. Maestri documentati del XIX secolo, kata Sanchin in comune con Goju-ryu e Uechi-ryu.
La lotta cinese documentata più antica, radicata nel certame cerimoniale jiaodi. La proiezione vale di più quanto più chi la esegue resta in piedi; niente lotta a terra.
Nome collettivo delle arti interne e delle arti dei templi dei monti Wudang. La divisione in interno ed esterno compare nel 1669, Zhang Sanfeng è fondatore solo per tradizione.
Famiglia di stili cinesi del nord, lungo raggio e calci alti, non uno stile. Il changquan da gara nasce dalla standardizzazione degli anni 50, l'IWUF lo basa su chaquan, huaquan, paoquan.
Stile dell'Artiglio d'Aquila del Nord della Cina, che aggiunge prese e leve ai colpi lunghi. Dal 2008 è nell'elenco nazionale del patrimonio della Cina.
Stile di kung-fu dell'artiglio di tigre, un tempo chiamato Hark Fu Moon. Secondo le sue scuole risale a Wong Bil Hong e fu il nipote Wong Moon Toy a portarlo a New York.
Stile del nord della Cina legato a Huo Yuanjia e alla scuola shanghaiese Jingwu. Si fonda su cambi di direzione inattesi e posizioni leggere e aperte.
Stile della Cina settentrionale dai colpi lunghi e rapidi che imita le braccia della scimmia. La tradizione pechinese ha tre scuole ed è dal 2014 nella lista nazionale.
Lo stile di Wang Xiangzhai senza forme fisse, basato sulla posizione zhanzhuang. Derivò dallo xingyiquan negli anni venti del Novecento.
Stile della Cina settentrionale di Cangzhou con colpi rapidi di forza esplosiva e la sciabola lunga miaodao. Dal 2008 è nella lista nazionale del patrimonio immateriale.
Stile nordcinese nella linea di Gu Ruzhang (1894–1952), istruttore dell'Istituto centrale di guoshu, che lo diffuse a Canton dopo il 1928. Non ha una voce propria negli elenchi.
Stile del Sud della Cina che secondo la tradizione nacque nel tempio Qingyun dalla sintesi di cinque stili familiari cantonesi. Usa colpi di pugno e di palmo e calci bassi.
Disciplina a pieno contatto del wushu, in Cina sport ufficiale dal 1989. Pugni, calci e proiezioni sulla piattaforma leitai, fa punti anche gettarne giù l’avversario.
Stile interno detto pugno d'acqua. Storia documentata da Wu Yihui (1887–1958), a Hong Kong è nell'inventario del patrimonio immateriale, nell'elenco nazionale cinese non l'abbiamo trovato.
Metodo di indurimento delle mani che, secondo la Wikipedia inglese, conoscono molte scuole cinesi. Non è uno stile a sé. Secondo Wikipedia, ne fu maestro noto Gu Ruzhang.
Stile del Sud della Cina di Quanzhou che riunisce cinque pugni: Damo, Taizu, Luohan, il pugno della scimmia e la gru bianca. Dal 2008 è nell'elenco nazionale del patrimonio.
Stile cinese di cadute, capriole e tecniche di gambe da terra. Non lo abbiamo trovato nell'elenco nazionale del patrimonio immateriale, nell'IWUF 2019 è solo uno stile tradizionale.
Stile cinese legato a Du Xinwu e al suo maestro detto Xu Aizi. Le fonti divergono su chi dei due lo abbia fondato.
Stili del Sichuan legati al monte Emei, nell'elenco nazionale del patrimonio immateriale cinese dal 2008. La descrizione indica 68 rami, il trattato più antico è sulla lancia (XVII secolo).
Stile di kung-fu del nord che Wang Chueh-Jen iniziò a insegnare a Taiwan alla fine degli anni quaranta. I suoi allievi mettono in dubbio l'origine antica che sosteneva.
Stile cinese meridionale di kung-fu che Ha Hon Hung presentò pubblicamente nel 1924 a Guangzhou. Si basa su una posizione del cavaliere bassa e ha tredici forme a mani nude.
Termine generico degli stili del sud della Cina e disciplina agonistica di wushu: posizioni basse e salde, colpi corti e potenti con voce, meno tecniche di gambe, secondo la IWUF.
Sistema cinese moderno del 2007 che unisce il bajiquan ad altri stili. Si pratica a mani nude e con armi, dal pugnale alla lancia.
Stile familiare della Cina meridionale che l'elenco del patrimonio di Nanhai colloca tra i cinque stili principali del Guangdong. Noto per il lavoro di gambe flessibile.
Ramo della mantide del sud legato alla comunità hakka. La tradizione lo fa risalire a Chu Fook-To, l'organizzazione Chuka Praying Mantis Kung Fu a Chu Nan-Chieh.
Stile del nord della Cina di posizioni basse e calci all'indietro, originario di Raoyang nell'Hebei. Dal 2014 è nell'elenco nazionale del patrimonio immateriale della Cina.
Stile del nord della Cina, contea di Gaoyang (Hebei), nell'elenco provinciale del patrimonio immateriale. Oggi diffuso in scuole e rassegne a Gaoyang, origine nota solo dalla tradizione.
Stile della Cina settentrionale, chiamato bashanfan sotto la dinastia Ming. Nell'elenco nazionale figura il suo ramo yingzhao fanziquan, l'artiglio d'aquila, del distretto di Xiong.
Termine collettivo per le arti marziali delle comunità hakka del sud della Cina, non una scuola. Una mostra a Hong Kong vi include tra gli altri la mantide Chow Gar e lo stile Dragone.
Nome collettivo di stili cinesi della scimmia, attestato da Qi Jiguang nel XVI secolo. Meglio descritta: la scuola hongkonghese Dasheng pigua men. Emei hou quan è nella voce Emei wushu.
Ramo di Foshan del Choy Li Fut, fondato da Jeong Yim (Zhang Yan), allievo di Chan Heung. Scuola Hung Sing a Foshan dal 1851, nell'inventario del patrimonio immateriale di Hong Kong (3.72.2).
Stile della Cina meridionale di Jow Lung, unione di Hung Gar e Choy Gar con calci shaolin. Dal 2019 è patrimonio immateriale del distretto di Nanhai.
Linea del Choy Li Fut del villaggio di King Mui (Jingmei) a Xinhui, luogo di nascita del fondatore Chan Heung (1806–1875). Nella lista nazionale del patrimonio immateriale cinese dal 2008.
Stile familiare della Cina meridionale, uno dei cinque stili principali del Guangdong. Gran parte delle informazioni attuali proviene da club britannici.
Stile familiare della Cina meridionale, uno dei cinque celebri stili del Guangdong. Le fonti descrivono la sua origine in modi diversi e per ora non è confermabile.
Stile hakka della Cina meridionale di Lam Yiu-gwai, affine al Bak Mei. Si basa su sedici movimenti fondamentali ed è patrimonio di Canton e del distretto di Nanhai.
Stile della Cina settentrionale che divide la scuola in un ramo civile e uno marziale. Dal 2006 è nell'elenco nazionale del patrimonio immateriale della Cina.
Stile di kung fu di Shanghai dai movimenti fluidi e continui, che uniscono morbido e duro. Nell'elenco nazionale del patrimonio immateriale cinese dal 2014, linea di Meng Guangyin.
Stile familiare del sud della Cina, del Guangdong, con mani ravvicinate e molti calci. Dal 2021 è nell'elenco nazionale del patrimonio immateriale della RPC.
Ramo di Hong Kong della Gru Bianca Tibetana dalla linea del Ruggito del Leone. Colpi circolari dai fianchi, schivate e colpi con le dita, nell'inventario di Hong Kong con il numero 370.
Categoria tecnica delle arti cinesi: prese, leve e immobilizzazioni in cinque gruppi secondo ciò che si attacca.
Stile cinese del nord di Jizhou, Hebei, nella lista provinciale del patrimonio immateriale (2012). Linea di tre imperatori e monaci shaolin: tradizione. Documentato Song Mailun di fine Qing.
Stile dello Shandong, o pugno a maniche lunghe, mani nascoste nelle maniche nel colpire. Nell'elenco statale del patrimonio immateriale cinese dal 2011, il nome Sun Bin è attribuzione tarda.
Stile del Fujian intitolato al fondatore della dinastia Song. Attribuzione imperiale: tradizione. Nome attestato in Qi Jiguang nel XVI secolo, oggi nel wuzuquan e nel patrimonio del Fujian.
Arte della Cina meridionale della primavera eterna, distinta dal wing chun. L'inventario del patrimonio immateriale di Hong Kong la elenca al n. 367.
Disciplina di gara del wushu sportivo in cui secondo il regolamento IWUF si valuta la forma. Le forme standardizzate nacquero nella RPC dal 1958, l’IWUF dal 1990.
Metodi di lotta cinesi che imitano un ubriaco, non una scuola. La forma degli Otto immortali ubriachi è attestata in un testo Ming-Qing e il film Maestro ubriaco (1978) la rese nota.
Domande frequenti
Che cos'è il kung-fu?
Il kung-fu è una denominazione generale delle arti marziali cinesi, non un singolo stile. Ne fanno parte scuole tradizionali come taijiquan, Choy Li Fut o Wing Chun e anche il wushu sportivo, guidato dalla Federazione internazionale di wushu (IWUF).
Che cosa significa la parola kung-fu?
Secondo Britannica, il termine cinese gongfu significa abilità e può indicare anche la preparazione accurata a qualsiasi attività che richieda destrezza. La forma sportiva delle arti marziali cinesi si chiama wushu.
Qual è la differenza tra il karate e il kung-fu?
Il karate è nato a Okinawa e Funakoshi Gichin lo ha portato in Giappone negli anni Venti del Novecento. Il kung-fu è una denominazione generale di molte scuole cinesi. Il karate è stato olimpico solo a Tokyo 2020, il wushu non è mai stato nel programma olimpico.
Quali sono i migliori film di kung-fu?
Non stabiliamo una classifica, ma alcuni film hanno un riconoscimento documentato. Enter the Dragon con Bruce Lee del 1973 è stato inserito nel 2004 dalla Library of Congress nel Registro nazionale del cinema americano, e un sondaggio di The Guardian e The Observer lo ha eletto nel 2013 miglior film di combattimento di tutti i tempi. Crouching Tiger, Hidden Dragon di Ang Lee ha vinto quattro Oscar.
Quali sono i tipi di kung-fu?
Tra gli stili interni c'è il taijiquan, per il quale la Federazione internazionale di wushu indica cinque stili: Chen, Yang, Wu, Sun e Wu (Hao). Ai campionati del mondo IWUF si gareggia nel taolu in quindici discipline, tra cui changquan, nanquan, taijiquan, baguazhang e xingyiquan, anche con le armi.
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