Weng chun (primavera eterna)
永春Arte della Cina meridionale confusa con il wing chun; i nomi suonano quasi uguali in cantonese, i sistemi invece no.
Informazioni Chiave
Carattere e Origine
Allenamento
Organizzazione e Competizione
Di cosa è fatto lo stile
Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.
Informazioni su Weng chun (primavera eterna)
Il weng chun, letteralmente primavera eterna, è un'arte marziale della Cina meridionale che si confonde facilmente con il wing chun. La confusione ha una causa linguistica: in cantonese i due nomi suonano quasi uguali e si distinguono solo per il tono, e inoltre entrambe le scuole fanno risalire l'origine leggendaria al medesimo monaco, Chi Sim, del tempio shaolin del sud. Si tratta tuttavia di due sistemi diversi, e su questo concordano maestri di entrambe le tradizioni; sul piano tecnico il weng chun è più vicino all'hung gar che al wing chun. La sua storia documentata comincia solo nel Novecento. La figura chiave è Chu Chung-man, praticante di quinta generazione nato a Foshan, amico di Yip Man, che dopo il 1953 si trasferì a Hong Kong; là incontrò altri maestri, fra cui Tang Yik e Wai Yan, e il loro luogo comune di allenamento divenne il grossista di pollame Dai Tak Lan. La parte più antica dell'albero genealogico, il monaco e il tempio shaolin, non è documentata e la scheda la presenta come tradizione. Il sistema si fonda sul principio di non opporsi alla forza ma di usarla per rompere la struttura dell'avversario. Sette principi fondamentali, fra cui tai, lan, dim, kit, got, wun e lau, nascono dal lavoro con il palo lungo; a essi seguono diciotto principi avanzati delle mani ponte, ordinati in nove coppie. Fra gli attrezzi di allenamento figurano il manichino di legno, il palo lungo e il manichino da palo.
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