ImpakuImpaku

Karate

空手

Arte di percussione okinawense, trasformata nel Novecento in budo giapponese e disciplina olimpica. Si fonda sui kata e sulle tecniche di mani e gambe.

Informazioni Chiave

Paese di origineGiappone
RegioneAsia
Focus PrincipalePercussione
Livello di contattoSemicontatto · Pieno contatto (secondo lo stile)
Sistema di cintureCinture

Carattere e Origine

StatoViva e organizzata
LignaggioTradizionale
Epoca di origineXX secolo

Allenamento

AbbigliamentoGi obbligatorio
SparringContatto medio · Pieno contatto (secondo lo stile)
Ruolo delle armiSenza armi · Armi facoltative (secondo lo stile)
Ruolo delle formeForme al centro
Frequenza tipica2 × a settimana
Primo grado in4 mesi

Per chi

Età minima tipica5 anni
Programmi per bambiniI bambini sono il pubblico principale
Adatto agli anzianiAdatto con adattamenti
Impegno fisico3/5
Rischio di infortunio3/5
Trasferimento alla difesa personale3/5
Come valutiamo le scale →

Organizzazione e Competizione

GradiSì (cinture)
Formato di garaA punti
Categorie di pesoSì
Stato olimpicoEx disciplina olimpica
Federazione mondialeWorld Karate Federation (WKF)
Praticanti stimatiOltre 10 milioni

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoCentrale
CalciCentrale
ProiezioniMarginale
Lotta a terraNon utilizzato
Leve e immobilizzazioniMarginale
ArmiMarginale

Confronti

Karate vs. Taekwondo→Karate vs. Ninjutsu→Karate vs. Judo→Karate vs. Shorinji Kempo→Karate vs. Kung Fu→Karate vs. Pugilato→Karate vs. Aikido→Karate vs. Kenpo Karate→Karate vs. Kickboxing→

Cataloghi e Database per Karate

📜 Kata Tradizionali255 elementi · in 36 stili
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⚔️ Armi Tradizionali2 elementi · in 36 stili
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👊 Database delle tecniche449 elementi · in 36 stili
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📖 Glossario31 elementi · in 36 stili
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👥 Personaggi e maestri71 elementi · in 36 stili
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🎬 Karate nella cultura19 elementi · in 36 stili
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Informazioni su Karate

Il karate nacque a Okinawa come sistema locale a mani nude (ti, poi tode) che, all'epoca del divieto delle armi, si mescolò con gli stili cinesi giunti dal Fujian. Maestri okinawensi, primo fra tutti Gichin Funakoshi, lo portarono in Giappone negli anni Venti, dove fu rifuso in budo: keikogi, cinture, etichetta del dojo e sistema dei dan preso dal judo. Tecnicamente il karate poggia su colpi, calci e parate eseguiti da posizioni salde. Il suo tratto distintivo è lo sforzo di concentrare tutta la forza in un solo istante (kime): da qui l'esecuzione breve ed esplosiva e l'espirazione udibile. Il cuore dell'insegnamento sono i kata, sequenze fissate in cui le tecniche vengono conservate e tramandate; la loro analisi (bunkai) mostra che cosa i movimenti significassero all'origine. Gli stili differiscono più di quanto il nome comune faccia pensare. Lo shotokan lavora con posizioni lunghe ed esecuzione lineare, il goju-ryu con movimenti circolari e lavoro sul respiro, il kyokushin con il pieno contatto senza guantoni, il wado-ryu con elementi di jujutsu. Ciò che una palestra pratica davvero, e come vi si combatte, dice il più su che cosa aspettarsi. Il karate agonistico ha due discipline: kumite (combattimento) e kata (esecuzione davanti ai giudici). È stato olimpico una sola volta, a Tokyo nel 2021, e non è rimasto nel programma.

Storia

Il karate nacque nel Regno di Ryukyu, sull'odierna Okinawa, dall'arte locale del te e da tecniche che dal XIV secolo vi portavano combattenti cinesi, probabilmente anche dallo stile White Crane del Fujian. Kanryo Higaonna si recò nel 1873 a Fuzhou e in patria insegnò poi il Naha-te, da cui il suo allievo Chojun Miyagi creò il Goju-ryu. Kanbun Uechi studiò nel Fujian il Pangai-noon e i suoi allievi rinominarono lo stile nel 1940 Uechi-ryu. Il karate fu portato sulle isole principali del Giappone da Gichin Funakoshi (1868–1957). Nel maggio 1922 lo presentò a un'esposizione di educazione fisica a Tokyo e nel giugno dello stesso anno al Kodokan davanti al fondatore del judo, Jigoro Kano.

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La scrittura 空手 (mano vuota) fu usata per la prima volta da Chomo Hanashiro nel 1905 e nel 1933 sostituì la più antica 唐手 (mano cinese). La Japan Karate Association colloca il passaggio alla scrittura 空手道 già nel 1929. I maestri di Okinawa la adottarono ufficialmente a un incontro a Naha il 25 ottobre 1936 e quel giorno è dal 2005 la Giornata del karate di Okinawa. Masutatsu Oyama, allievo di Funakoshi e di maestri di Goju-ryu, aprì nel 1953 a Tokyo un dojo da cui nacque il kyokushin a contatto pieno. Le organizzazioni nacquero dopo la guerra: la Japan Karate Association (JKA) nel 1949 (la stessa JKA indica il 1948), l'unione mondiale WUKO nel 1970, ribattezzata nel 1992 World Karate Federation (WKF). Ai Giochi olimpici il karate è stato presente una sola volta, a Tokyo 2020 (i Giochi si sono svolti nell'agosto 2021). Il programma dei Giochi del 2024 e del 2028 non lo include.

Tecnica

L’insegnamento poggia su tre componenti: kihon (posizioni, pugni, calci e parate), kata (forme) e kumite (combattimento). Il kumite si pratica a partire da attacchi e difese concordati (yakusoku kumite), passando per il combattimento libero (jiyu kumite), fino allo shiai kumite agonistico. Nel kumite sportivo secondo le regole WKF vale 1 punto un pugno al corpo, 2 punti un calcio al corpo e 3 punti un calcio alla testa. La testa può essere colpita dall’atleta solo con un contatto leggero. Sono vietati il contatto alla gola, gli attacchi alle articolazioni, i colpi a mano aperta al viso e i colpi di gomito e di ginocchio. Gli stili differiscono tecnicamente. Il Wado-ryu deriva dal jujutsu Shindo Yoshin-ryu e oltre ai colpi comprende leve e proiezioni. Il Goju-ryu pone l’accento sulla respirazione nei kata Sanchin e Tensho. Il Sanchin proviene dal White Crane del Fujian, lo pratica anche l’Uechi-ryu e nello Shito-ryu lo introdusse Kenwa Mabuni, che studiò anche con il maestro cinese Go Kenki. Nel Kyokushin a pieno contatto sono vietati secondo le regole WKO i colpi con le mani e i gomiti alla testa, consentiti sono però i calci alla testa, le ginocchiate e i calci alle gambe.

Allenamento

L'insegnamento del karate si fonda su tre componenti: kihon (tecniche di base), kata (sequenze prescritte contro avversari immaginari) e kumite (combattimento). La Japan Karate Association considera il kata la base di tutto l'allenamento. Nel kumite sportivo i colpi si fermano appena prima del bersaglio, di norma entro un pollice, e l'incontro dura di solito circa tre minuti. All'allenamento appartiene l'etichetta, che la Britannica annovera tra i tratti del karate al pari della divisa e del sistema delle cinture. Per esempio, nel club universitario della JKA alla Columbia University ci si inchina entrando nel dojo e uscendone. All'inizio della lezione i praticanti si dispongono per grado, si inginocchiano in seiza, meditano brevemente (mokuso) e, ai comandi Shomen ni rei e Sensei ni rei, si inchinano alla parte frontale del dojo e all'insegnante. Alla fine della lezione la procedura si ripete e si recita il dojo kun.

Gradi e progressione

Il sistema kyu e dan fu ripreso da Funakoshi nel 1924 da Jigoro Kano. I colori delle cinture non sono uniformi tra gli stili e in alcuni stili la cintura bianca si porta fino al primo dan. Un esempio dalla JKA (Shotokan): 10 kyu e 10 dan, attesa minima di 1 anno prima del 1° e del 2° dan, di 2 anni prima del 3° dan e di 3 anni prima del 4° dan. Per il 3° dan e oltre serve un’età di almeno 18 anni, per il 7° dan 50 anni e per l’8° dan 60 anni. L’esame comprende kihon, kata e kumite. Altri stili hanno regolamenti propri: il Wado-ryu considera il dan dal 1° al 5° tecnico e dal 6° al 10° onorifico, il Kyokushin conta i kyu a partire dall’11° grado. Non siamo riusciti a trovare nelle fonti il tempo tipico per la cintura nera. Dipende dallo stile, dall’organizzazione e dalla frequenza degli allenamenti.

Per chi

Le regole WKF dividono i concorrenti nelle categorie fino a 14 anni (12–13 anni), cadetti (14–15), juniores (16–17), fino a 21 anni e senior dai 18 anni. L’incontro dura per i senior 3 minuti, per gli juniores e i cadetti 2 minuti e nella categoria fino a 14 anni 1,5 minuti di tempo effettivo. I bambini fino a 14 anni devono indossare nel kumite il casco e il paratorace. Le donne gareggiano ai campionati mondiali dal 1980. A Tokyo 2020 avevano tre categorie di peso di kumite e la disciplina kata. La WKF organizza anche il para-karate, i campionati mondiali ufficiali si tengono dal 2014. L’età minima nei club e le categorie veterani della WKF nelle fonti non li abbiamo trovati. Una metanalisi di 28 studi sul kumite sportivo riporta 88,3 lesioni ogni 1 000 incontri, per lo più contusioni di minima gravità, la commozione cerebrale rappresenta circa il 2 % delle lesioni. Zetaruk et al. (Br J Sports Med 2005) rilevarono un infortunio con interruzione dell’allenamento in un anno nel 30 % di 114 praticanti di Shotokan, nei praticanti di Aikido della stessa coorte nel 51 %.

Competizioni

I campionati del mondo WKF si tengono dal 1970 ogni due anni. I senior gareggiano nel kumite in cinque categorie di peso: uomini −60, −67, −75, −84 e +84 kg, donne −50, −55, −61, −68 e +68 kg. L’incontro è diretto da un arbitro capo (shushin) con quattro giudici (fukushin). Nel kata il gareggiante esegue una forma dall’elenco ufficiale WKF, nel torneo olimpico non poteva ripetere una forma. Il kata a squadre lo eseguono tre gareggianti contemporaneamente e negli incontri per le medaglie presentano anche il bunkai, l’analisi del kata in coppia. Il Kyokushin e altri stili a pieno contatto organizzano competizioni proprie fuori dalla WKF. Il primo torneo mondiale di Kyokushin si svolse nel 1975 a Tokyo. I karateka hanno avuto successo anche nel kickboxing: Bill Wallace (Shorin-ryu) fu campione PKA nel 1974, il K-1 World Grand Prix lo vinsero Andy Hug (Kyokushin, Seidokaikan) nel 1996 e Semmy Schilt (Kyokushin, Ashihara Kaikan) nel 2005, 2006, 2007 e 2009.

Attrezzatura

Ci si allena in un karategi bianco con la cintura corrispondente al grado. Per il kumite di gara WKF sono obbligatori guanti omologati di colore rosso o blu, paradenti, paratorace, paratibie e parapiedi e per gli uomini la conchiglia. L'atleta indossa una cintura rossa (aka) o blu (ao) in base al sorteggio. Nel kata non si possono rimboccare le maniche e gli occhiali sono vietati.

Filosofia

Il suffisso do nel nome karate-do rimanda al lato spirituale dell’arte. Il dojo kun, brevi regole recitate nel dojo, sottolinea lo sviluppo del carattere, l’impegno e la cortesia. Funakoshi scrisse il Niju kun (Venti regole del karate) con l’accento su umiltà, rispetto e pazienza. La terminologia è giapponese: comandi di gara, nomi delle tecniche e dei kata. Nel kata si richiede il kiai e l’annuncio del nome della forma. I kata conservano le tecniche dello stile, tra tutti gli stili sono circa cento, ciascuno di 20–70 movimenti. La JKA riconosce circa 26 kata standard dello Shotokan, il Wado-ryu nove ufficiali.

Stili e scuole

I nomi dei principali stili di karate dicono qualcosa sulla loro origine. Shotokan prese il nome dal dojo che aprì Funakoshi Gichin. Shoto era il suo pseudonimo letterario, che rifletteva il suo interesse per la poesia cinese. Funakoshi stesso non chiamava il suo karate Shotokan-ryu e la denominazione si affermò per distinguere la sua scuola dallo Shito-ryu, dal Goju-ryu e dal Wado-ryu. Funakoshi ribattezzò anche i kata: Heian, Bassai, Kanku, Tekki, Hangetsu, Jitte, Empi, Gankaku e Jion sono letture giapponesi di caratteri cinesi che scelse lui stesso per loro.

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Shito-ryu unisce i primi caratteri dei nomi di due maestri di Mabuni Kenwa, Itosu Anko (shi) e Higaonna Kanryo (to). Mabuni insegnò con questo nome dal 1934 nel dojo Yoshukan di Osaka, e nel 1939, quando ottenne dalla Dai Nippon Butokukai il titolo di renshi, fondò formalmente lo Shito-ryu karatedo. Goju-ryu, lo stile duro e morbido, fu chiamato da Miyagi Chojun nel 1929 da un verso del Kempo Hakku (Otto leggi del pugno), secondo il quale il respiro è insieme durezza e morbidezza. Wado-ryu fu fondato da Otsuka Hironori (1892–1982), che partì sia dallo Shotokan sia dal jujutsu dello Shindo Yoshin-ryu. Wa nel nome significa pace e armonia. Gli stili si differenziano anche per il modo di combattere. Il karate di Funakoshi non conosceva il combattimento libero. Il kumite nacque più tardi su richiesta di studenti universitari, e la JKA, sotto la guida di Nakayama Masatoshi, elaborò per loro la regola sundome, l'arresto della tecnica prima del bersaglio. Il fondatore del kyokushin, Oyama Masutatsu, studiò con Funakoshi e con Yamaguchi Gogen del Goju-ryu. La sua organizzazione IKO Kyokushinkaikan nacque nel 1964 e il suo combattimento è chiamato knockdown karate.

Oggi

Il karate è diviso in stili e organizzazioni. La Japan Karate Federation riunisce Goju-ryu, Shito-ryu, Shotokan e Wado-ryu ed è membro della WKF. Il karatedo è inoltre una delle nove discipline dell’Associazione giapponese di budo, accanto a judo, kendo, aikido o Shorinji Kempo. Dopo la morte dei fondatori diversi stili si sono divisi: lo Shotokan in JKA, Shotokai e altri gruppi dopo il 1957, il Wado-ryu in tre organizzazioni dopo il 1982 e il kyokushin in IKO, Shinkyokushinkai e altre dopo il 1994. I gradi li conferisce ogni organizzazione per conto proprio e il loro riconoscimento reciproco non siamo riusciti a documentarlo. Dal karate a pieno contatto è nato il kickboxing. Nello stadio Lumpinee di Bangkok tre karateka del dojo di Masutatsu Oyama affrontarono pugili thailandesi (le fonti indicano il febbraio 1964, oppure il 12 febbraio 1963), negli USA nel 1970 vinse il primo incontro riconosciuto di full contact Joe Lewis dello Shorin-ryu e la WAKO nacque come World All-Style Karate Organization.

Nella cultura

Il film The Karate Kid uscì il 22 giugno 1984, fu diretto da John G. Avildsen e negli Stati Uniti incassò 91 milioni di dollari a fronte di un budget di circa otto milioni. Il produttore Jerry Weintraub si ispirò a una notizia su un ragazzo che aveva imparato il karate a causa del bullismo, e lo sceneggiatore Robert Mark Kamen attinse al proprio allenamento con un maestro di Okinawa. I combattimenti furono coreografati da Pat E. Johnson e tra gli stuntman c'era Fumio Demura. Il film ebbe tre seguiti, un remake del 2010 e una serie animata. La storia fu riportata in vita nel 2018 dalla serie Cobra Kai con Ralph Macchio e William Zabka. Nacque per il servizio in abbonamento YouTube e, dopo il passaggio delle prime due stagioni a Netflix alla fine di agosto 2020, divenne negli Stati Uniti il programma più visto di Netflix. Non siamo riusciti a confermare dalle fonti se il film o la serie abbiano aumentato il numero dei praticanti.

Curiosità

Il karate è entrato nel programma olimpico grazie a una decisione presa ai Giochi di Rio 2016 ed è debuttato a Tokyo 2020 al Nippon Budokan con ottanta atleti, in parti uguali uomini e donne. In precedenza si era presentato ai Giochi olimpici giovanili di Buenos Aires 2018. Otto titoli olimpici sono stati conquistati da otto paesi diversi: Giappone, Spagna, Egitto, Italia, Bulgaria, Francia, Iran e Serbia. Il primo campione olimpico nel kumite maschile è stato il francese Steven Da Costa, che nella categoria fino a 67 kg ha vinto tutti e sette gli incontri e in finale ha battuto il turco Eray Samdan per 5:0. La spagnola Sandra Sanchez ha vinto il kata con un punteggio di 28,06 punti e, a quasi quarant'anni, è diventata la più anziana campionessa olimpica spagnola. La bulgara Ivet Goranova ha vinto la categoria fino a 55 kg e ha portato alla Bulgaria il primo oro olimpico dal 2008. Nella finale oltre i 75 kg il saudita Tareg Hamedi ha atterrato con un calcio al petto l'iraniano Sajad Ganjzadeh, che è stato portato via in barella. Hamedi è stato squalificato e l'oro è andato a Ganjzadeh. La Japan Karate Association organizza ogni tre anni un campionato del mondo per la Coppa Funakoshi Gichin.

Stili e Rami

Kyokushin極真

Karate a pieno contatto sviluppato da Masutatsu Oyama. Si combatte senza guantoni, i calci alla testa sono consentiti, i pugni e i gomiti al viso no.

Shotokan松濤館

Stile di Karate dall’insegnamento di Gichin Funakoshi a Tokyo, chiamato come il suo dojo. Si basa su posizioni profonde, kihon e kata, si gareggia a punti con controllo del colpo.

Goju-ryu剛柔流

Stile di karate di Okinawa fondato da Chojun Miyagi. Il nome «duro-morbido» deriva da un verso del testo cinese Bubishi, il segno distintivo è il kata respiratorio Sanchin.

Shito-ryu糸東流

Karate giapponese fondato a Osaka da Kenwa Mabuni. Il nome lo compose dai primi caratteri dei nomi dei suoi due maestri, Itosu e Higaonna, e lo stile è noto per il gran numero di kata.

Shorin-ryu少林流

Famiglia di lignaggi di Okinawa discendenti dallo shuri-te. Il nome rimanda a Shaolin, ma è un'adesione alla tradizione, non prova di una linea diretta.

Shuri-te首里手

Corrente storica del karate di Okinawa nata nella città reale di Shuri, legata a Matsumura Sokon e Itosu Anko. Ne sono derivati Kobayashi-ryu, Shorin-ryu e lo Shotokan giapponese.

Wado-ryu和道流

Karate giapponese di Hironori Otsuka, titolare della massima licenza di jujutsu Shindo Yoshin-ryu. Invece della parata dura usa il taisabaki, spostamento fuori dall’attacco.

Isshin-ryu Karate一心流空手道

Karate di Okinawa di Tatsuo Shimabuku, battezzato nel 1956. Si riconosce dal pugno verticale con il pollice in alto e dalle parate con il muscolo dell'avambraccio, non l'osso.

Uechi-ryu上地流

Karate di Okinawa di origine cinese, fondato su tigre, gru e drago. Si riconosce dal colpo con una sola nocca e dal condizionamento del corpo.

Ashihara Karate芦原空手

Karate giapponese a pieno contatto di Ashihara Hideyuki, del 1980. Si basa sul sabaki, cioè deviare l'attacco e contrattaccare di lato o da dietro.

Shorei-ryu

Un termine di classificazione, non una scuola. La divisione del karate in Shorei forte e Shorin leggero era usata da Funakoshi, ma le fonti divergono su cosa designi esattamente.

Kenpo Karate

Sistema di Ed Parker degli Stati Uniti con radici nell’insegnante hawaiano William Chow, basato su 154 sequenze di difesa personale con un nome e su cinture fino al 10º dan.

Chito-ryu Karate千唐流空手道

Karate di Okinawa fondato nel dopoguerra a Kumamoto dal medico Tsuyoshi Chitose. Il nome significa «mille anni di Tang» e rimanda alle radici cinesi.

Motobu-ryu Karate本部流

Karate di Motobu Choki basato sul kata naihanchi, sul combattimento ravvicinato e sul lavoro simultaneo di entrambe le mani (me-oto-de). La scuola fa risalire la sua origine al 1922.

Matsubayashi-ryu松林流

Branca dello Shorin-ryu fondata a Naha nel 1947 da Shoshin Nagamine. Il nome "foresta di pini" onora Matsumura e Matsumora, il programma conta 18 kata.

Gensei-ryu玄制流

Karate di Okinawa di Seiken Shukumine degli anni 1949–1953, fondato sul movimento inatteso in tre dimensioni e su kata propri come Sansai.

Shorin-ryu Seibukan少林流聖武館

Scuola okinawense di Shorin-ryu del 1962 fondata da Shimabukuro Zenryo, allievo di Kyan Chotoku. Ha aggiunto la propria kata Wanchin.

Shorin-ryu Shorinkan小林流小林館

Ramo okinawense del karate fondato nel 1975 da Nakazato Shugoro, allievo di Chibana Choshin della linea Kobayashi Shorin-ryu.

Enshin Karate円心空手

Karate a pieno contatto fondato da Ninomiya Joko nel 1988, con sede a Denver. Si basa sul sabaki, cioè deviare l'attacco e spostarsi nel punto cieco dell'avversario.

Koshiki Karatedo古式空手道

Sistema di competizione di karate con protezioni Super Safe della scuola Kenkokan. Secondo la WKKF è stato presentato nel 1980 e consente colpi al viso e al corpo.

Meibukan Goju-ryu明武舘剛柔流

Ramo okinawense del Goju-ryu fondato nel 1952 da Yagi Meitoku. Ha una propria serie di cinque kata Meibuken, che prendono il nome dalle costellazioni cinesi.

Naha-te那覇手

Corrente storica del karate di Okinawa della città portuale di Naha, legata a Higaonna Kanryo e al suo allievo Miyagi Chojun. Da essa deriva il Goju-ryu, al suo fianco c'è il Ryuei-ryu.

Okinawa kenpo沖縄拳法

Stile okinawense di karate di Nakamura Shigeru, che secondo Ryukyu Shimpo promosse il combattimento con protezioni e un sistema di combattimenti knockdown.

Ryuei-ryu劉衛流

Karate okinawense della famiglia Nakaima, affine al Goju-ryu e noto per i kata Anan e Ohan. Il campione olimpico di kata Kiyuna Ryo proviene da questo stile.

Sankukai三空会

Stile di karate di Yoshinao Nanbu, secondo Wikipedia in inglese allievo di Chōjirō Tani. Wikipedia indica la nascita a Parigi nel 1971, poi Nanbu passò al nanbudo.

Seiwakai Goju-ryu

Linea giapponese del Goju-ryu fondata da Tasaki Shuji, allievo di Yamaguchi Gogen. La guida Fujiwara Seiichi e ha dojo in più di trenta paesi.

Shindo Jinen-ryu神道自然流

Karate giapponese di Konishi Yasuhiro, che oltre al karate praticò jujutsu e kendo. Secondo Wikipedia lo stile nacque nel 1933 e oggi è guidato da Ryobukai.

Shorin-ryu Kyudokan小林流究道館

Ramo okinawense dello Shorin-ryu fondato a Naha da Higa Yuchoku. Sono tipici l'allenamento con la makiwara e l'esercizio a coppie kakie.

Shorin-ryu Shidokan小林流志道館

Ramo okinawense del Kobayashi Shorin-ryu guidato da Miyahira Katsuya. Ha la propria kata Tetsu Shou e il primo dojo risale al 1948.

Shorinji Ryu Renshinkan少林寺流錬心舘

Scuola di karate del ramo Shorinji-ryu, fondata secondo il suo sito da Isamu Tamotsu nel 1955 a Kagoshima. Secondo la scuola, il combattimento si svolge con protezioni bogu.

Shorinji-ryu Kenkokan少林寺流拳行館

Karate giapponese di Kori Hisataka del dopoguerra: pugno verticale, calcio col tallone e combattimento con protezioni, da cui nacque il sistema di gara koshiki karatedo.

Tomari-te泊手

Corrente storica del karate di Okinawa del porto di Tomari, oggi parte di Naha. Matsumora Kosaku è ritenuto rinnovatore, oggi rivendicato da Matsubayashi-ryu, scuole Shorin-ryu e Gohaku-kai.

Domande frequenti

Cosa si fa nel karate?

L'allenamento di karate si basa su tre componenti: kihon, cioè le tecniche di base (posizioni, pugni, calci e parate), kata, sequenze prescritte contro avversari immaginari, e kumite, il combattimento. Nel kumite sportivo i colpi si fermano appena prima del bersaglio.

Qual è la differenza tra karate e judo?

Il karate lavora a distanza di pugno e di calcio, il judo con piena resistenza nelle proiezioni e a terra senza colpi. Nel 1922 il fondatore del judo Jigoro Kano invitò Funakoshi Gichin al Kodokan, e il karate adottò poi dal judo i gradi kyu e dan. Il judo è olimpico dal 1964, il karate è stato nel programma solo a Tokyo 2020.

Quali sono i gradi e le cinture nel karate?

Il karate usa gradi da allievo kyu e gradi da maestro dan. I colori delle cinture non sono uniformi tra gli stili. Ad esempio nel Kyokushin secondo il regolamento IKO il 10° kyu inizia con la cintura arancione e il percorso porta attraverso blu, giallo, verde e marrone alla cintura nera. Nella JKA dal 3° dan in su è necessaria un'età minima di 18 anni.

Quando iniziare il karate?

Il regolamento di gara della Federazione ceca di karate prevede la categoria più giovane per i bambini fino a 7 anni, poi gli allievi dagli 8 anni. Secondo la Federazione mondiale di karate circa due terzi dei karateka nel mondo hanno meno di 14 anni, e per chi gareggia fino a 14 anni valgono regole particolari e protezioni obbligatorie.

A cosa serve il karate?

Secondo la Federazione mondiale di karate, l'allenamento sviluppa mobilità, resistenza e coordinazione e porta ad autocontrollo, coraggio e onore. Britannica include nel karate anche l'enfasi sulle regole di cortesia. Non abbiamo ancora trovato uno studio indipendente sui benefici del karate.

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