Zanshin
残心
Vigilanza che dura anche dopo il completamento della tecnica, letteralmente «mente che rimane». Nel kendo è condizione per un ippon valido.
In breve
Analisi della parola
Definizione
Zanshin (残心) si compone dei caratteri 残, rimanere, e 心, mente. Letteralmente «mente che rimane»: uno stato di vigilanza rilassata in cui il praticante, completata la tecnica, mantiene l'attenzione ed è pronto a reagire a un altro attacco. Nel kendo lo zanshin è uno degli elementi di un buon attacco. Senza di esso un colpo non è riconosciuto come ippon: lo spadaccino deve restare pronto mentalmente e fisicamente dopo il colpo e tornare in guardia. Nel kyudo si manifesta nella postura che l'arciere mantiene dopo aver scoccato la freccia. Nel karate e nell'aikido significa la consapevolezza dell'ambiente e dell'avversario dopo la tecnica, compreso un altro possibile attacco.
Relazioni con altri termini
Fase precedente
Vedi anche
La valutazione più alta nelle competizioni delle arti marziali giapponesi, «un punto pieno». Nel judo pone fine all'incontro, nel kendo è l'unità di base del punteggio.
Mushin無心Stato mentale che non si attacca a un pensiero né a un'emozione e perciò reagisce in modo spontaneo. Il concetto viene dallo zen, nella scherma lo introdusse il monaco Takuan.
Fudoshin不動心Mente immobile che né la paura, né l'ira, né la sorpresa riescono a far perdere l'equilibrio. Il concetto viene dal buddismo.