Engolo (danza della zebra)
Gioco di lotta dei pastori Nkhumbi dell'Angola meridionale, con attacchi soprattutto a calci. Noto come presunto antenato della capoeira, ma Matthias Röhrig Assunção lo definisce suo cugino.
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Allenamento
Per chi
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Di cosa è fatto lo stile
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Informazioni su Engolo (danza della zebra)
L'engolo, detto anche danza della zebra, è un gioco di combattimento dei pastori nella zona del fiume Cunene, nel sud-ovest dell'Angola. Secondo Matthias Röhrig Assunção, tra i molti gruppi etnici della regione lo praticavano solo i Nkhumbi. Si combatte in cerchio tra canti, battiti di mani e mormorii, soprattutto con calci, senza colpi di mano né di testa e senza prese. Secondo Assunção, l'idea che l'engolo sia l'antenato della capoeira brasiliana iniziò a diffonderla il pittore luso-angolano Albano Neves e Sousa durante la sua prima visita in Brasile nel 1965, e il maestro Pastinha l'accettò. Secondo lui, la versione più elaborata della teoria fu creata da T. J. Desch-Obi. Sulla base di una ricerca sul campo dal 2006 al 2011, Assunção ritiene che non si possa documentare una linea diretta e considera le due pratiche piuttosto cugine. Secondo Assunção, la maggior parte degli ex giocatori non giocava a engolo dall'inizio della guerra civile nel 1975. A Mucope nel 2010 si formarono tre gruppi che ripresero a giocare in modo più costante.
Storia
In un articolo sottoposto a revisione paritaria sulla rivista Tempo del 2020, Matthias Röhrig Assunção descrive l'engolo, o danza della zebra, come il principale racconto afrocentrico sull'origine della capoeira e lo esamina alla luce delle fonti e della ricerca sul campo nell'Angola sudoccidentale. Secondo lui, l'idea dell'engolo come antenato della capoeira iniziò a diffonderla il pittore luso-angolano Albano Neves e Sousa durante la sua prima visita in Brasile nel 1965. Neves e Sousa vide e disegnò l'engolo a Mucope, un villaggio presso il fiume Cunene. Condivise l'ipotesi con maestri di capoeira a Salvador, soprattutto con il maestro Pastinha, che l'accettò e iniziò a parlare dell'engolo ai suoi allievi. Il folclorista Luís da Câmara Cascudo, amico di Neves e Sousa dal 1963, inserì un capitolo sull'engolo in un libro del 1967 e una descrizione dell'engolo nella voce Capoeira dell'edizione del 1972 del Dicionário do folclore brasileiro. Negli anni Ottanta, secondo Assunção, il racconto fu accolto con entusiasmo dal gruppo di capoeira Angola GCAP, legato al rinnovato movimento nero brasiliano.
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Secondo Assunção, la versione più elaborata della teoria fu creata da T. J. Desch-Obi, che nel 1997 fu il primo ricercatore presso i giocatori di engolo nella zona del Cunene. Desch-Obi sostiene che l'engolo possa essere datato all'epoca dell'insediamento delle pianure alluvionali del Cunene prima del XII secolo. Assunção sottolinea che nessuna fonte precedente alla testimonianza di Neves e Sousa degli anni Cinquanta del XX secolo menziona l'engolo. Secondo Assunção, tra i molti gruppi etnici della regione solo i Nkhumbi praticavano l'engolo. Il gruppo collettivo Nhaneca-Humbe è, secondo lui, una categoria coloniale del missionario ed etnografo Carlos Estermann, e nessun altro suo sottogruppo gioca a engolo. Nel XIX secolo i Nkhumbi vivevano in un territorio che le fonti portoghesi chiamavano regni di Humbe, Camba e Mulondo, e il loro numero calò sensibilmente dopo guerre, malattie del bestiame e la carestia del 1915. Flávio Gomes trovò in elenchi di profughi a Rio de Janeiro dal 1810 al 1830 più di una dozzina di persone ridotte in schiavitù indicate come muhumbe, come si chiamano ancora oggi i Nkhumbi. Assunção conclude che l'engolo non va inteso come antenato della capoeira, il che sarebbe anacronistico, ma come membro della stessa generazione, e definisce le due pratiche cugine.
In cosa si distingue
A differenza della capoeira, l'engolo non ha secondo Assunção colpi di testa, prese né gioco basso a terra, e i giocatori restano spesso molto vicini all'avversario. Dall'engolo si esce semplicemente voltando le spalle, mentre nella capoeira non si deve mai voltare le spalle all'avversario né al centro del cerchio. L'analogia tra le due pratiche si fonda sull'uso preferenziale delle gambe per attaccare, soprattutto nel calcio rotante, chiamato nella capoeira meia-lua de compasso o rabo de arraia. La musica dell'engolo condivide con quella della capoeira il compito di incoraggiare e frenare il gioco, ma differisce molto dall'orchestra della capoeira, con vari strumenti e ritmi fissi. Assunção spiega l'assenza del gioco a terra con i luoghi dove si giocava l'engolo, per esempio un recinto per il bestiame coperto di sterco, e ritiene che il gioco basso della capoeira si sia probabilmente sviluppato più tardi nelle piazze e sui moli di città portuali brasiliane. Secondo lui, un piccolo numero di africani resi schiavi della zona del Cunene fu portato anche nelle Antille francesi, dove si affermarono altri giochi di combattimento con calci.
Tecnica
Secondo Assunção, i giocatori attuali di engolo si muovono con piccoli salti, spesso in posizione laterale, saltano all'indietro, in avanti e di lato, a volte con una gamba tesa. Usano espressioni generiche come mussana (calcio) e koyola (tirare), ma non hanno nomi fissi delle tecniche. Assunção ha osservato tre tipi principali di attacco: calci diretti, calci circolari e spazzate, tra cui una spazzata al ginocchio, che secondo lui nella capoeira non esiste. L'obiettivo principale è colpire con un calcio il viso o la parte superiore del corpo dell'avversario, e prevalgono i movimenti circolari. Non si usano testate, movimenti offensivi delle braccia né prese, e le cadute sono rare. I salti possono essere molto alti e si allenano, per esempio, saltando recinti per il bestiame. Assunção non ha visto nei giocatori attuali i calci con appoggio sulle mani che Neves e Sousa disegnò intorno al 1955. Il giocatore Lumbolene, di Humbe, ha negato con decisione che l'engolo sia mai stato giocato con le mani a terra, mentre altri giocatori hanno affermato che i giocatori esperti usavano in passato tali movimenti. L'engolo è accompagnato da battiti di mani, mormorii e canto, e secondo Assunção non si usa alcuno strumento musicale. Il cantante guida un verso, gli spettatori rispondono con mormorii e battiti di mani, e manca il ritornello.
Allenamento
Secondo gli informatori di Assunção, l'engolo era giocato soprattutto da uomini adulti al lavoro come pastori, nel recinto del bestiame di una fattoria, sulle rive sabbiose del fiume e nei pascoli lontani durante la stagione secca. Non era per bambini, mentre il gioco di battiti khandeka si praticava fin dall'infanzia, e la maggior parte degli intervistati imparò l'engolo solo tra i diciotto e i venticinque anni. Né la famiglia né il clan spingevano a imparare, e ogni giovane doveva trovare la propria motivazione e un anziano che glielo insegnasse. I giocatori esperti dicono che l'engolo lo imparano meglio le persone dal cuore leggero, cioè chi non si arrabbia facilmente dopo un calcio.
Gradi e progressione
Secondo Assunção, un riconoscimento formale degli insegnanti di engolo a quanto pare non esisteva. I suoi informatori non hanno confermato l'affermazione di Desch-Obi secondo cui esisteva un titolo formale di maestro. Per i giocatori esperti alcuni usano la parola munongo, che indica un esperto eccellente.
Competizioni
Secondo Assunção, il gioco inizia con i giocatori che battono le mani e mormorano, uno entra nel cerchio con sfide e grida finché qualcuno non si unisce a lui. Un giocatore termina il gioco semplicemente voltando le spalle o alzando le braccia e lasciando il cerchio. I giochi sono brevi e senza un lungo rituale iniziale. Alla domanda su che cosa sia l'engolo, i giocatori rispondevano più spesso engolo otchimamo, che secondo Assunção si traduce meglio come gioco, ma può significare anche danza, cultura o usanza.
Oggi
La descrizione di Assunção si basa su interviste del 2006, 2010 e 2011 con una quindicina di uomini e alcune donne di età tra i sessanta e gli ottant'anni, che avevano tutti giocato all'engolo prima dell'inizio della guerra civile nel 1975. La maggior parte non giocava dal 1975, con l'eccezione principale di un gruppo a Humbe, e a Mucope e Quiteve l'arrivo dei ricercatori suscitò una piccola ripresa. Nel 2010 si formarono a Mucope tre gruppi che iniziarono a giocare in modo più sistematico e attirarono anche uomini più giovani, che i ricercatori videro giocare nel 2011. Il maestro di capoeira Cobra Mansa partecipò a quattro viaggi di ricerca in Angola nel 2006, 2010, 2011 e 2015, e dal progetto nacque il documentario Jogo de corpo: capoeira e ancestralidade (2014).
Curiosità
Il verso centrale dell'engolo, che ogni giocatore conosce, Wassanwa engolo kalilwa, significa secondo Assunção che nell'engolo nessuno viene pianto: un giocatore morto fu sepolto sul posto senza un vero funerale e il suo avversario non ne ebbe responsabilità. Un altro verso dice che una zebra non si può mungere come una mucca e che non pascola, ma va dove vuole e scalcia. Un giocatore di engolo può essere posseduto dallo spirito di un parente defunto che giocava anch'egli all'engolo, e deve poi seguire l'iniziazione rituale oktonkheka. Wikipedia in inglese indica che l'engolo rientra tra le arti marziali padroneggiate dalle Dora Milaje, l'unità femminile d'élite del paese fittizio del Wakanda dei fumetti Marvel.
Domande frequenti
L'engolo è l'antenato della capoeira?
Secondo Matthias Röhrig Assunção, questa idea cominciò a diffonderla il pittore Albano Neves e Sousa nel 1965, e la difende nel modo più elaborato T. J. Desch-Obi. Assunção ritiene che una linea diretta non si possa documentare e chiama cugine le due pratiche.
Chi giocava all'engolo?
Secondo Assunção, dei molti gruppi etnici dell'Angola sudoccidentale solo i Nkhumbi. Lo giocavano soprattutto uomini adulti lavorando da pastori, e la maggior parte degli intervistati lo imparò tra diciotto e venticinque anni.
Nell'engolo si calcia dalle mani a terra?
Albano Neves e Sousa disegnò questi calci intorno al 1955. Assunção non li ha visti nei giocatori di oggi, e i giocatori non concordano se un tempo venissero usati.
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