Capoeira
CapoeiraArte afrobrasiliana al confine tra lotta e danza. Due giocatori giocano in cerchio (roda) tra canto e musica del berimbau, la tecnica si basa su ginga, calci e schivate.
Informazioni Chiave
Carattere e Origine
Allenamento
Per chi
Organizzazione e Competizione
Di cosa è fatto lo stile
Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.
Confronti
Cataloghi e Database per Capoeira
Informazioni su Capoeira
La capoeira è una pratica afrobrasiliana che l’UNESCO descrive allo stesso tempo come lotta e come danza. Due giocatori giocano al centro di un cerchio (roda), gli altri cantano, battono le mani e suonano gli strumenti. Gli elementi di base furono portati in Brasile da persone ridotte in schiavitù provenienti soprattutto dall’Africa occidentale e centro-occidentale, mentre il legame diretto con l’engolo angolano è controverso. La parola capoeiragem compare per la prima volta in un documento giudiziario del 1789 e il codice penale del 1890 puniva con il carcere la sua pratica in pubblico.
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Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento nacquero due scuole, la Regional, fondata da Mestre Bimba (1932), e la Angola, legata a Mestre Pastinha (1941). Nel 2014 l’UNESCO ha iscritto la roda di capoeira nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La tecnica si basa sulla ginga, un dondolio continuo che serve a confondere l’avversario. Seguono calci come meia-lua de frente, armada o queixada, spazzate come la rasteira e transizioni acrobatiche come aú e negativa. Al posto delle parate si schiva (esquiva), la cabeçada serve da contrattacco e nella Angola i colpi con le mani sono in generale vietati. Il gioco è guidato dalla musica, con il berimbau in testa, la roda si apre con il canto della ladainha e le conoscenze si trasmettono osservando e imitando direttamente nella roda. I gradi sono per lo più indicati da corde colorate (cordões), ma la capoeira non ha un sistema unitario. Dagli anni Settanta la capoeira si diffonde in Nord America e in Europa. Regole di competizione proprie le ha ad esempio la World Capoeira Federation.
Storia
Gli elementi di base della capoeira furono portati in Brasile da persone ridotte in schiavitù provenienti soprattutto dall’Africa occidentale e centro-occidentale. Le comunità locali ne fecero una pratica di autodifesa, che la musica mascherava da danza. Fino a che punto sia collegata direttamente all’arte marziale angolana engolo della regione del Cunene è controverso.
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La parola capoeiragem compare per la prima volta in un documento giudiziario del 1789. I verbali di polizia la usavano per indicare la pratica stessa, mentre con la parola capoeira indicavano chi la praticava. Secondo i verbali di polizia, i capoeiristi di strada della Rio de Janeiro di fine Ottocento attaccavano soprattutto con la testa al corpo dell’avversario e l’arma più frequente era il rasoio (navalha). La schiavitù in Brasile terminò nel 1888. Il codice penale del 1890 (decreto n. 847, articolo 402) puniva con il carcere la pratica della capoeiragem nelle strade e negli spazi pubblici. Le fonti datano in modo diverso la fine del divieto: lo Stato iniziò a legalizzare la capoeira dal 1937 sotto Getúlio Vargas, oppure scomparve dal codice penale nel 1940. Nel frattempo nacquero due scuole, la Regional di Mestre Bimba (1932) e la Angola di Mestre Pastinha, che nel 1941 fondò il Centro Esportivo de Capoeira Angola (CECA). Nel 2008 l’istituto brasiliano IPHAN ha iscritto la roda di capoeira e il mestiere dei mestres di capoeira come patrimonio culturale del Brasile, nel 2014 l’UNESCO ha iscritto la roda di capoeira nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Tecnica
La base è la ginga, un continuo dondolio avanti e indietro che serve a confondere l’avversario e da cui partono gli altri movimenti. I calci comprendono meia-lua de frente, armada, queixada, chapa de costas, bênção (calcio frontale con la pianta del piede) e meia-lua de compasso, nella Regional anche il martelo. Tra le spazzate e le prese al corpo ci sono rasteira, tesoura, arrastão, boca de calça e vingativa. La difesa si basa sulle schivate (esquiva, cocorinha, resistência, queda de quatro) e non sulle parate. Le acrobazie e i movimenti di transizione, come aú (ruota laterale), negativa (posizione bassa di transizione), bananeira (verticale sulle mani) e rotolamenti, aiutano a gestire in fretta una spazzata o una perdita di equilibrio. La cabeçada, il colpo con la testa, serve da importante contrattacco. I colpi con le mani (galopante, godeme, cutelo) nella Angola sono in generale vietati.
Allenamento
Si gioca nella roda, un cerchio di giocatori, musicisti e cantanti che battono le mani. Due giocatori si stringono la mano, entrano nel cerchio e giocano a ritmo di musica. L’accompagnamento è di solito formato da berimbau (arco musicale a percussione), atabaque (tamburo), pandeiro (tamburello), agogô (doppia campana) e a volte reco-reco. I canti in forma di chiamata e risposta sono di solito guidati dal suonatore di berimbau.
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La roda si apre con la ladainha, un canto solista narrativo, poi si canta il corrido, in cui il solista canta e il coro risponde, oppure la quadra, una quartina con risposta del coro. La chamada, usata soprattutto nella Angola, è una chiamata con cui il giocatore più esperto invita l’avversario a un passaggio danzato. In realtà è una sfida, perché in quel momento entrambi sono vulnerabili. Il gioco termina per decisione del suonatore di berimbau, con l’uscita di un giocatore o con l’ingresso di un altro. L’UNESCO indica che le conoscenze si trasmettono osservando e imitando direttamente nel cerchio. Dal partecipante ci si aspetta che sappia costruire uno strumento e suonarlo, cantare il repertorio comune, improvvisare canti e rispettare i codici etici. L’antropologo Greg Downey nel libro Learning Capoeira (2005), basato su più di dieci anni di apprendimento presso maestri tradizionali a Salvador, studia come l’allenamento fisico cambi la percezione e il comportamento sociale dei giocatori.
Gradi e progressione
Il sistema di gradi più diffuso è quello delle corde colorate (cordões) intorno alla vita, ma la capoeira non ha un sistema unitario e le condizioni variano da gruppo a gruppo. Il nuovo allievo riceve il primo grado in una roda solenne chiamata batizado, dove tradizionalmente ottiene o conferma il proprio apelido, un soprannome. L’usanza deriva dall’epoca in cui la capoeira era punibile e i giocatori si presentavano solo con soprannomi per sfuggire ai procedimenti. Un esempio è il sistema della Confederação Brasileira de Capoeira (CBC) nei colori della bandiera brasiliana. Dopo il batizado segue la corda verde, poi gialla, blu e le loro combinazioni fino al livello di formado (almeno 18 anni di età e 5 anni di capoeira) e oltre, attraverso monitor, instrutor e contramestre, fino alla corda bianca di mestre (22 anni di capoeira e almeno 35 anni di età). Il sistema CBC per i bambini ha metà della corda grigia e termina con il livello di estagiário. Molti grandi gruppi non accettano il sistema CBC. Altrove il titolo di mestre richiede di solito almeno 40 anni di età, in alcune scuole 60, più 25 anni di gioco e meriti di insegnamento.
Per chi
Il cerchio della capoeira è formato, secondo l'UNESCO, da persone di qualsiasi genere, dal maestro (mestre), dal suo vice (contramestre) e dagli allievi. L'IPHAN indica che uomini e donne possono ricoprire qualsiasi ruolo nel cerchio se rispettano i rituali richiesti, e che la pratica è adatta a persone di età, fedi e origini diverse. Descrive anche lezioni adattate per persone con disabilità. All'inizio la capoeira era, secondo la Britannica, esclusivamente maschile, e oggi la praticano anche molte donne in ottima forma. Più della forza muscolare, secondo la Britannica, contano flessibilità, resistenza, velocità e astuzia (malícia). Nelle fonti non abbiamo trovato un limite di età preciso per iniziare. Il ruolo di maestro non richiede, secondo l'IPHAN, diploma né titolo formale, e dipende da esperienza, dedizione e riconoscimento della comunità e degli altri maestri.
Competizioni
La World Capoeira Federation (WCF), con sede a Tallinn, ha pubblicato nel 2024 le regole di competizione, che valgono per le gare di questa federazione e non per tutta la capoeira. Si compete con un tabellone a eliminazione diretta in un cerchio di 4,5 m di diametro. Gli adulti giocano due round da 45 secondi, le categorie inferiori due round da 30 secondi, in caso di parità decide un terzo round. I punti sono assegnati da cinque giudici per il gioco e il ritmo, i calci, i floreios, le proiezioni e i salti. Sono vietati, tra l’altro, i colpi al viso compresa la cabeçada, i gomiti, le ginocchia e i colpi con le mani. La bateria deve avere almeno tre berimbau, un atabaque, due pandeiro, un agogô e quattro cantanti. La Confederação Brasileira de Capoeira è nata il 23 ottobre 1992 come organo nazionale con federazioni e leghe statali. Secondo la sua stessa presentazione, il Comitato Olimpico Brasiliano l’ha riconosciuta nel 1995, altrove si indica l’anno 1999. Già nel 1972 il governo dichiarò la capoeira sport ufficiale e tentò di stabilire delle regole, che però i gruppi non accettarono in generale.
Attrezzatura
Lo strumento principale è il berimbau, un arco musicale di legno lungo poco meno di 1,5 m con una sola corda metallica detta arame, che secondo la Britannica si ricava comunemente dal filo di una vecchia auto. Nel cerchio suonano da uno a tre berimbau, il maestro di solito suona il principale e guida il gioco e il ritmo. Il berimbau dipinto è diventato, secondo l'IPHAN, un simbolo dell'identità bahiana dagli anni cinquanta del XX secolo. L'accompagnamento è completato da uno o due tamburi atabaque (un tamburo conico verticale con una sola pelle), dal tamburello pandeiro, dalla campana doppia agogô e talvolta dal tubo di bambù raschiato reco-reco. L'IPHAN annovera tra gli strumenti della capoeira anche lo xequerê. I capoeiristi dell'Ottocento indossavano, secondo una pubblicazione basata sull'IPHAN, abiti bianchi che, secondo il mestre Bola Sete, permettevano di capire se un giocatore usciva dal gioco illeso. Anche Mestre Bimba introdusse nel 1932 la divisa bianca come regola della sua accademia. Non siamo riusciti a confermare, in fonti di affidabilità media e alta, il nome né l'origine dell'abadá, l'abbigliamento oggi comune.
Filosofia
La malícia indica la capacità di comprendere le intenzioni dell’altro e di sfruttarle per ingannare. L’antropologo Greg Downey (2005) afferma che la chiave del successo nel gioco è la capacità di ingannare, distrarre e confondere l’avversario. I veterani, secondo lui, dicono che la capoeira trasforma i novizi e instilla in loro la malícia. La ginga viene descritta come l’incarnazione della malícia, perché il movimento costante crea inganno. Secondo la tradizione Mestre Bimba disse che la capoeira è astuzia. La mandinga viene interpretata nelle descrizioni della capoeira come magia o incantesimi legati alla comprensione delle forze della natura, il giocatore avanzato si chiama mandingueiro. L’UNESCO indica che la roda di capoeira mantiene al tempo stesso viva la memoria della resistenza all’oppressione storica.
Stili e scuole
L'istituto brasiliano IPHAN indica due tradizioni principali della capoeira: angola e regional. La capoeira regional fu creata da Manoel dos Reis Machado, detto Mestre Bimba, nato il 23 novembre 1900 a Salvador. La integrò con colpi di altre arti marziali e dapprima chiamò lo stile Luta Regional Bahiana. Nella sua accademia introdusse nel 1932 un codice etico che vietava la violenza, una divisa bianca e la condizione che gli allievi avessero documenti e un lavoro, e presentò la capoeira come arte marziale brasiliana. L'anno di nascita dello stile varia secondo le fonti: Bimba stesso indicava il 1928, l'accademia nacque nel 1932 e ottenne il permesso ufficiale, secondo l'IPHAN, nel 1937.
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La capoeira angola fu sviluppata da Vicente Ferreira Pastinha, detto Mestre Pastinha (1889–1981). Secondo un articolo scientifico dell'università UFMA, concepiva la capoeira come qualcosa di più di un combattimento e sviluppò un modo di insegnare meno violento e più giocoso, con enfasi su etica, disciplina, teatralità e origine. Il nome angola rimanda al paese da cui proveniva la maggior parte degli schiavizzati. La sua accademia CECA divenne, secondo l'IPHAN, il modello della capoeira angola. L'IPHAN collega l'angola all'origine africana, mentre la regional si presenta come arte marziale brasiliana, cosa che alcuni mestres di angola contestano. I due stili hanno anche ritmi di berimbau propri: la regional è associata al ritmo São Bento Grande e l'angola al São Bento Pequeno.
Oggi
Fuori dal Brasile la capoeira si è diffusa dagli anni Settanta del Novecento, all’inizio soprattutto in Nord America. Nestor Capoeira ha insegnato dal 1971 a Londra, probabilmente per primo in Europa. Jelon Vieira ha iniziato a insegnare a New York nel 1975 e un anno dopo ha fondato negli Stati Uniti la USA Capoeira Foundation, Bira Almeida si è stabilito sulla costa occidentale degli Stati Uniti nel 1979. L’IPHAN indica che la capoeira si pratica in tutto il Brasile e all’estero. In passato era esclusivamente maschile, oggi secondo l’UNESCO le roda includono persone di qualsiasi genere.
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Uno studio con questionario di De Oliveira e coll. (Ido Movement for Culture, 2025) su 245 giocatori ha rilevato che infortuni dovuti alla capoeira sono stati riferiti dal 35,9% di loro, e il 53,1% di questi li ha definiti rari. Si trattava più spesso di ginocchia (52,5%), gomiti, polsi e mani (33,1%) e piedi (29,0%). Uno studio trasversale su 65 capoeiristi di São Luís (2021) ha registrato dolore o disturbi nel 64,6% dei partecipanti, per lo più con una lieve limitazione. Uno studio randomizzato di Hirata (Oxford Economic Papers, 2023) su 1 810 bambini in età prescolare a Petrolina ha misurato dopo un semestre di capoeira un miglioramento del controllo inibitorio e dell’attenzione selettiva di circa 0,13 deviazioni standard, senza effetto sul vocabolario e sull’intelligenza non verbale. Gli studi di De Oliveira e di Hirata non distinguono gli stili Angola e Regional.
Nella cultura
L'UNESCO ha iscritto nel 2014 il cerchio della capoeira (roda de capoeira) nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La legge brasiliana n. 15.469 del 15 luglio 2026 ha istituito la Giornata nazionale della capoeira, che si celebra ogni anno il 15 luglio. Le più antiche raffigurazioni della capoeira risalgono, secondo la cronologia dell'IPHAN, agli anni dal 1821 al 1835 e sono dei pittori Augustus Earle e Johann Moritz Rugendas. Il romanzo Os capoeiras di Plácido de Abreu, del 1886, descrive un allenamento con rasoio e coltello. Édison Carneiro pubblicò nel 1936 sulla stampa bahiana la prima descrizione etnografica della capoeira, e nel gennaio 1937 i capoeiristi di angola si esibirono al II Congresso afrobrasiliano. Negli anni cinquanta del XX secolo l'accademia del mestre Waldemar a Salvador fu documentata, tra gli altri, dal fotografo Pierre Verger e dal pittore Caribé. Mestre Pastinha guidò un gruppo di capoeira angola al Festival delle arti nere di Dakar nel 1966, e Mestre Bimba si esibì nel 1954 davanti al presidente Getúlio Vargas. Il film Besouro, del 2009, sul capoeirista Manuel Henrique Pereira, detto Besouro Mangangá, fu presentato alla Berlinale 2010.
Curiosità
Il più antico documento finora trovato sulla capoeira risale al 1789 e riguarda la liberazione dello schiavo Adão, arrestato a Rio de Janeiro per capoeiragem. Il Codice penale dell'Impero del Brasile del 1830 non menzionava la capoeira, e la polizia la inseriva tra l'ozio e l'accattonaggio. Secondo la Britannica, alcuni giocatori in passato si legavano lame alle caviglie o le tenevano tra le dita dei piedi. L'origine della parola capoeira è controversa. Secondo una pubblicazione basata sull'IPHAN, deriva dalla lingua tupi e significa sterpaglia rada, mentre un'altra interpretazione la fa derivare dalla parola capão, un cesto per galline. In inglese la parola è attestata almeno dal 1922. L'accademia del mestre Sinhozinho a Ipanema eliminò nel 1920 il canto e gli strumenti musicali. Nel 1972 il Consiglio nazionale dello sport subordinò la capoeira alle regole del pugilato, consolidando così il sistema dei cordoni. Bimba divenne famoso grazie ai combattimenti sul ring del Parque Odeon dal 1935 al 1937, dei quali si conservano circa 80 articoli di giornale. La prima scuola di capoeira angola negli Stati Uniti fu aperta da Mestre João Grande nel 1990.
Stili e Rami
Stile di capoeira legato a Mestre Pastinha, che nel 1941 registrò a Salvador la scuola CECA. Ritmo più lento, accento sulla musica, si allena con le scarpe.
Stile di capoeira creato a Salvador da Mestre Bimba. Insegnamento in sequenze di allenamento, esame di ammissione, gradi calouro e formado, ritmo São Bento Grande.
Gioco di capoeira associato a Mestre Suassuna, del gruppo Cordão de Ouro. Secondo Suassuna non è uno stile nuovo, ma un gioco più vicino con un ritmo proprio.
Domande frequenti
Che cos'è la capoeira?
Secondo l'UNESCO, la capoeira è una pratica culturale afrobrasiliana che è allo stesso tempo lotta e danza e viene percepita come tradizione, sport e forma artistica. Si gioca in cerchio (roda) tra canti e musica del berimbau, dei tamburi e del tamburello.
Quando è nata la capoeira?
Non conosciamo la data esatta di origine. L'istituto brasiliano IPHAN indica nel piano di salvaguardia della capoeira che nacque nel XVII secolo, al tempo della schiavitù, come forma di comunità e solidarietà degli africani resi schiavi. La più antica testimonianza scritta finora trovata risale al 1789.
Qual è la danza di combattimento brasiliana?
La danza di combattimento brasiliana è la capoeira. Secondo l'UNESCO è lotta e danza insieme: due giocatori giocano al centro del cerchio, gli altri cantano, battono le mani e suonano strumenti.
Quali sono gli stili della capoeira?
L'istituto brasiliano IPHAN indica due tradizioni principali, la capoeira angola, sviluppata da Mestre Pastinha, e la capoeira regional, creata da Mestre Bimba. La regional ha aggiunto colpi di altre arti marziali, mentre l'angola sottolinea il gioco, il rituale e l'origine africana.
Che cosa significa la parola capoeira?
L'origine della parola è controversa. Di solito la si fa derivare dal tupi, dove significa sterpaglia rada, un'altra interpretazione la collega alla parola capão, un cesto per galline.
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