ImpakuImpaku

Matte

待った

Comando dell'arbitro nel judo, letteralmente «aspettate». Ferma l'incontro e il tempo, i combattenti tornano ai loro segni e si riprende con il comando hajime.

In breve

Tipo di termineComando e segnale
Linguagiapponese
Formacomando (imperativo)
Usosportivo (gare moderne)
Pronuncia[ma-te]
Nomi alternativiaspettate
Letture e trascrizioni
Lettura (kana)まて
Romanizzazione Hepburnmate

Analisi della parola

待てmateaspetta, aspettate (imperativo del verbo matsu)

Definizione

Matte (待て) è la forma imperativa del verbo matsu, aspettare, e significa «aspettate». Nel judo è il comando dell'arbitro con cui interrompe temporaneamente l'incontro. Con esso si ferma anche il tempo dell'incontro. I combattenti tornano ai loro posti e l'incontro prosegue con il comando hajime, cominciate. L'arbitro chiama matte, per esempio, quando i combattenti escono dall'area di combattimento, quando il combattimento a terra non progredisce, quando occorre sistemare il kimono, assegnare una penalità o curare un infortunio. Con il comando l'arbitro alza la mano all'altezza della spalla, con il palmo rivolto verso il cronometrista. Con la stessa parola anche l'allenatore ferma l'esercizio libero, il randori.

Errori e confusioni comuni

Matte non è un comando che pone fine all'incontro. La fine di un incontro di judo viene annunciata dall'arbitro con la parola «sore-made». Nel karate per fermare l'incontro si usa il comando yame, non matte. Il comando «sono-mama», invece, congela i combattenti a terra nella loro posizione e «yoshi» riprende l'incontro dallo stesso punto.

Relazioni con altri termini

Forma una coppia con

Hajime始め

Comando «iniziate» nelle arti marziali giapponesi. L'arbitro lo usa nel judo e nel karate per avviare l'incontro, l'allenatore per l'esercizio, il kata o il randori.

Spesso confuso con

Yame止め

Comando «fermatevi» nelle arti marziali giapponesi. Nel karate l'arbitro lo usa per interrompere l'incontro, nel dojo l'allenatore per concludere l'esercizio.

Vedi anche

Shiai試合

Incontro di gara nelle arti marziali giapponesi, letteralmente «messa alla prova reciproca». A differenza del randori, ha un arbitro, regole e un vincitore.

Arti marziali associate

Judo