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Maculele

Secondo Paranaguá (2024), il maculelê di Santo Amaro è un misto di lotta, gioco e danza circolare in cui i giocatori battono a ritmo bastoni chiamati grimas.

Informazioni Chiave

Paese di origineBrasile
RegioneAmerica del Sud
Focus PrincipaleArmi
Livello di contattoContatto leggero

Carattere e Origine

StatoViva e informale
LignaggioPopolare

Organizzazione e Competizione

Stato olimpicoNon olimpico

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoNon utilizzato
CalciMarginale
ProiezioniNon utilizzato
Lotta a terraNon utilizzato
Leve e immobilizzazioniNon utilizzato
ArmiCentrale

Cataloghi e Database per Maculele

⚔️ Armi Tradizionali1 elementi
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Informazioni su Maculele

Secondo Paranaguá (2024), il maculelê è un misto di lotta, gioco e danza collettiva circolare, cioè luta, jogo e dança. Green (2001) lo descrive sia come forma di danza sia come stile di lotta con bastoni chiamati grimas. Paranaguá ricorda la tensione tra la concezione del maculelê come lotta o come danza e rifiuta di equipararlo a uno stile di capoeira, perché a suo avviso è un'espressione culturale autonoma. Nelle fonti non abbiamo trovato un fondatore.

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Secondo lo scrittore Plínio de Almeida (1966), citato da Paranaguá, il maculelê fu forse portato in Brasile intorno al XVIII secolo da schiavi della zona del Mozambico. L'indizio più antico è, secondo Biancardi, una notizia del giornale O Popular di Santo Amaro del 1873 sull'africana Raimunda Quitéria, che a 110 anni spazzava ancora la piazza della chiesa di Purificação per le feste del maculelê. Paranaguá collega il maculelê agli engenhos dello zucchero di Santo Amaro e alle processioni della festa di Nossa Senhora da Purificação il 2 febbraio. Intorno al 1943 o 1944, secondo lei, Paulino Aloísio de Andrade, Mestre Popó, fondò il Conjunto Maculelê de Santo Amaro. Secondo Paranaguá, Emília Biancardi diresse il gruppo Viva Bahia a Salvador dal 1962 al 1985, e con esso il maculelê uscì per la prima volta dallo stato di Bahia. L'autrice attribuisce a Viva Bahia l'introduzione dei machete, facões, il cui scontro fa sprizzare scintille. Secondo Mestre Anzol, Mestre Bimba inserì il maculelê nelle sue esibizioni, e l'IPHAN lo cita tra le esibizioni festive dopo le promozioni di Bimba.

Storia

La tradizione orale, secondo Paranaguá (2024), nomina prima di Popó tre primi maestri, Ti-Ajoua, un malê di Engenho Partido, João de Obá e Pedro Assunção, detto Barão, da cui Popó rilevò il maculelê. Secondo la stessa autrice, da ragazzo, tra gli 8 e i 12 anni, Popó partecipò al maculelê guidato da João de Obá e Barão. Intorno al 1943 o al 1944 radunò, secondo Paranaguá, amici e parenti davanti alla casa in Rua da Linha e, con parole sue, portò per la prima volta in strada il maculelê rinnovato il 2 febbraio, giorno di Purificação. Green (2001) riferisce per gli anni quaranta che Paulino Aloisio Andrade insegnava il gioco con i bastoni ai bambini del posto, che poi si esibivano a festival e spettacoli folcloristici. La prima descrizione del maculelê fu data, secondo Biancardi, dal ricercatore Darwin Brandão, che lo vide a Santo Amaro nel 1948. Secondo la folclorista Hildegardes Vianna, il maculelê iniziò ad abbandonare Santo Amaro dalla metà degli anni cinquanta. Con Viva Bahia Popó si esibì, secondo Paranaguá, al carnevale di Rio de Janeiro del 1966 con la scuola di samba Império Serrano. Dopo la morte di Popó guidò il gruppo, secondo la stessa autrice, il suo figliastro Valfrido Vieira de Jesus, Mestre Vavá, morto nel 1994.

In cosa si distingue

Paranaguá (2024) distingue il Maculelê Tradicional secondo le basi di Popó da un maculelê stilizzato dei gruppi di capoeira, in cui l'agogô non si usa quasi più. Anche i facões hanno provocato una disputa. L'uso dei facões da parte di Zezinho al posto delle grimas di legno in Viva Bahia ha portato secondo Paranaguá a un conflitto con il padre, e Mestre Vavá sosteneva che il facão non appartenesse al maculelê degli anziani. La folclorista Hildegardes Vianna, secondo Manuel Querino, considera il maculelê un frammento del Cucumbi, il cui culmine è il combattimento tra il re indiano e il re nero, scrive Paranaguá. Secondo l'autrice, le danze di combattimento con i bastoni non sono prerogativa del maculelê. Cita il Bate Pau degli indiani terena nel Mato Grosso do Sul, il Moçambique di São Paulo e i Pauliteiros di Miranda do Douro in Portogallo. Green (2001) scrive che il maculelê con i bastoni somiglia molto alle danze popolari basche con il bastone makila.

Tecnica

Le grimas si colpiscono, secondo Paranaguá (2024), che cita Mascaro (2023), in quattro tempi. I primi tre colpi si portano all'altezza del tronco, il quarto a braccio teso all'altezza della testa, dove ferma il colpo del compagno e forma una croce, la cruzeta. Tra il primo e il terzo tempo i giocatori, secondo la stessa autrice, improvvisano, battono il bastone a terra, saltano o fanno pernadas. Secondo Paranaguá, le grimas si tengono sempre in cruzetas per non colpire il viso, le mani o le dita. Il movimento si compone, secondo Paranaguá, di salti, giravolte, un leggero sollevamento di una gamba e piegamenti ritmici, mentre i colpi delle grimas si portano velocemente e a ritmo, in situazioni di attacco e difesa contro l'avversario. Secondo lei, ogni partecipante ha un paio di grimas lunghe circa 50 cm e larghe due dita, e il maestro usa una sola grima più grande, lunga da 55 a 60 cm. Lo strumento principale è, secondo Mestre Macaco, citato da Paranaguá, l'agogô, che inizia, termina e dà il ritmo. Al tempo di Popó si usavano, secondo la stessa autrice, al posto degli atabaques, tamburi fatti di lattine di carburo, di zinco e di legno rivestito di pelle di serpente. Il maculelê è accompagnato, secondo Paranaguá, dai ritmi ijexá, che secondo la tradizione introdusse Popó, barravento, congo e, secondo alcuni, anche nagô.

Allenamento

Secondo Paranaguá (2024), le grimas vengono tradizionalmente bruciacchiate al fuoco e raschiate con il vetro. Dona Nicinha, secondo la stessa autrice, spiega che non si levigano né si verniciano, perché per il sudore non scivolino dalla mano. Alla domanda sul legno delle grimas, Zezinho ha risposto secondo Paranaguá con i nomi biriba, pitiá e canzi, e l'autrice cita anche biriba de solteiro, pau d'arco e araçá. Secondo Paranaguá, l'esibizione inizia con la louvação, un canto responsoriale durante il quale il maestro si accovaccia al centro. Dopo il primo coro iniziano gli atabaques, poi i colpi delle grimas e infine il maestro intona una canzone. Secondo l'autrice, il maculelê è prevalentemente maschile e non ha un numero stabilito di partecipanti, e le donne oggi si esibiscono nello zinguê, una striscia di tessuto bianco sul petto. Il legame del maculelê con la capoeira risale, secondo Paranaguá, che si basa su Moutinho (2022), agli anni cinquanta e a Mestre Canjiquinha. Mestre Anzol, allievo di Bimba, secondo lei alla fine degli anni sessanta insegnava a Rio, nel Grupo Senzala, maculelê, samba duro, samba de roda e puxada de rede. Green (2001) scrive che nella capoeira l'addestramento con le armi sopravvive sotto forma di maculelê, un urto ritmico di bastoni corti con movimento di danza.

Oggi

Il due febbraio, giorno della patrona di Santo Amaro, Nossa Senhora da Purificação, è considerato anche, secondo Paranaguá (2024), il Dia do Maculelê. Oggi, secondo lei, le esibizioni si svolgono sulla Praça da Purificação senza un giorno fisso. Secondo Paranaguá, rivendicano l'eredità di Popó i gruppi Netos de Popó (i maestri Ventilador e Pandeiro) e Raízes do Samba e Maculelê (Mestre Valmir, figlio di Mestre Vavá e di Nicinha do Samba). Il nome Netos de Popó era già portato dagli allievi di Popó, che secondo Paranaguá, grazie a Maria Mutti, si esibirono in Europa nel 1982. Nel 2019, secondo Paranaguá, l'Associação Beneficente Ilê Axé Oju Onirê ha presentato all'IPAC una richiesta di Registro Especial del maculelê come patrimonio immateriale statale e un documento analogo all'IPHAN. Secondo l'autrice, gli studi per l'iscrizione sono stati rinviati a causa della pandemia. Al momento della discussione del suo lavoro nel 2024, il parere tecnico attendeva di essere esaminato nel Conselho Estadual de Cultura da Bahia e l'iscrizione sarebbe avvenuta nel libro III, Expressões Lúdicas e Artísticas.

Curiosità

Secondo il dizionario Priberam, citato da Paranaguá (2024), maculelê è una parola dell'umbundu, unione di Maka, cioè sfida o provocazione, e Lele, cioè veloce. Secondo Paranaguá, Zilda Paim fa derivare il nome da macuas e lelê, due bastoni, e Plínio de Almeida dagli strumenti Macum e Le. La versione di Zezinho su un culto dei serpenti è definita dall'autrice una sua invenzione per i curiosi. Paranaguá cita il memorialista Pedro Pedreira (1974) con una leggenda su un nero fuggiasco con una malattia della pelle, accolto da una tribù indigena, che da solo sconfisse una tribù nemica mentre gli altri erano a caccia e divenne un eroe. Secondo Biancardi, l'etnologo senegalese Ousmane Silla paragonò il maculelê a una danza dei Peul durante una visita a Salvador negli anni sessanta. Secondo Paranaguá, Caetano Veloso ricorda che il fischio di Popó mentre guidava il tram aveva la stessa bellezza e lo stesso mistero dei canti del maculelê. Secondo l'autrice, Popó introdusse un rituale con la bevanda jurema, in cui un nero ubriaco sfida gli altri a combattere. Secondo Paranaguá, Mestre Vavá disse che se uno schiavo avesse potuto combattere il maculelê con un machete, la schiavitù non sarebbe esistita, perché il machete se la sarebbe cavata con il sorvegliante.

Domande frequenti

Il maculelê è un'arte marziale o una danza?

Secondo Paranaguá (2024), il maculelê è un misto di lotta, gioco e danza circolare, ma l'autrice ricorda che permane la tensione tra la sua concezione come lotta e come danza.

Chi ha fatto rinascere il maculelê a Santo Amaro?

Secondo Paranaguá (2024), intorno al 1943 o 1944 Paulino Aloísio de Andrade, Mestre Popó, fondò il Conjunto Maculelê de Santo Amaro e portò il maculelê rinnovato nelle strade.

Da dove vengono i machete nel maculelê?

Paranaguá (2024) attribuisce a Viva Bahia l'introduzione dei machete come elemento artistico, e il loro scontro fa sprizzare scintille. Secondo lei, Mestre Vavá sosteneva che il machete non appartenesse al maculelê antico.

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