Tekpi
Nota anche come: cabang, chabang, tjabang, trisul
Arma metallica corta del silat con una lunga punta centrale e due punte laterali ricurve, portata in coppia; in indonesiano cabang, l'equivalente del sai okinawano.
In breve
Informazioni sull'arma
Il tekpi è un'arma metallica corta del sud-est asiatico con una lunga punta centrale e due punte laterali più corte. In malese si chiama tekpi, in indonesiano cabang (grafia olandese tjabang), che significa ramo; il trisul thailandese significa tridente. Il luogo d'origine è incerto. Alcuni ricercatori lo fanno risalire al trishula indiano, e le testimonianze più antiche vengono collocate nell'impero di Srivijaya, dove la nobiltà di corte lo usava per difendersi. La scuola Black Triangle ne colloca l'origine a Giava, basandosi però soprattutto su raffigurazioni dell'arte giavanese. È formata da una punta metallica principale, due punte laterali ricurve più corte, un'impugnatura a una mano e un pomo metallico smussato. È realizzata in ferro o acciaio e misura da 30 a 49 cm. Viene generalmente portata in coppia. Con la punta principale si colpisce rapidamente e si attacca in modo simile a un coltello o a un kris, mentre le punte laterali ricurve agganciano l'arma dell'avversario e aiutano a disarmarlo. Con presa invertita, la punta è rivolta verso il gomito e si colpisce con il pomo. Nel pencak silat, il cabang è un'arma distintiva della tradizione sundanese e molucchese; in Indonesia i praticanti del silat Kwitang sono considerati i migliori combattenti con quest'arma. Il tekpi assomiglia al sai okinawano. La scuola Black Triangle li considera un'unica arma sotto tre nomi: cabang in Indonesia, tekpi in Malesia e sai a Okinawa.
Parti dell'arma
- Punta
- Impugnatura
- Pomolo
Armi correlate
- Equivalente in un'altra cultura: Sai