Combattimento con bastone Nuba
Combattimenti con un bastone pesante e uno scudo che S. F. Nadel descrisse in una monografia del 1947 presso i gruppi Tira e Moro sui monti Nuba, nel Kordofan sudanese.
Informazioni Chiave
Carattere e Origine
Allenamento
Per chi
Organizzazione e Competizione
Di cosa è fatto lo stile
Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.
Informazioni su Combattimento con bastone Nuba
Il combattimento con il bastone nei monti Nuba fu descritto dall'antropologo S. F. Nadel nella monografia The Nuba (Oxford University Press, 1947). Secondo lui è uno sport tribale comune ai gruppi Tira e Moro, che in entrambi è legato allo stesso periodo dell'adolescenza. Presso i gruppi Korongo e Mesakin Nadel descrive invece combattimenti con la lancia. I guerrieri Tira portano, secondo Nadel, pesanti bastoni lunghi circa una iarda, con i quali si combatte come con una spada o una sciabola, e un pesante scudo rotondo di corde d'erba intrecciate. I Moro hanno pesanti scudi di cuoio bovino con bordi dentati. Secondo Nadel, i tornei si svolgevano in un ciclo annuale insieme alla lotta. Presso i Tira erano regolati da norme non scritte: un arbitro della classe d'età più anziana, il divieto di colpi sotto la cintura e la fine dello scontro al primo sangue versato. Non abbiamo trovato nelle fonti lo stato del combattimento con il bastone dopo il conflitto nel Kordofan meridionale, iniziato nel giugno 2011. La stampa degli anni dal 2014 al 2023 descrive soltanto la lotta nuba a Khartum e nel campo profughi di Yida.
Storia
La fonte principale è la monografia di S. F. Nadel The Nuba. An Anthropological Study of the Hill Tribes in Kordofan, pubblicata da Oxford University Press a Londra nel 1947. Nadel descrive il combattimento con il bastone come uno sport tribale comune ai gruppi Tira e Moro.
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La stagione differisce nei due gruppi. Presso i Tira, secondo Nadel, i combattimenti con il bastone iniziano in agosto e settembre, e i grandi tornei tribali, in cui le squadre locali combattono per il primato tribale, si tengono alla fine di settembre o in ottobre. Presso i Moro i combattimenti informali di allenamento iniziano poco dopo il raccolto del cereale precoce, e i combattimenti seri arrivano verso la fine di aprile. Secondo quanto Nadel udì, i Moro in passato organizzavano anche combattimenti con la lancia per uomini più anziani della classe d'età adumo. Li abbandonarono venti o trent'anni prima della sua ricerca, perché costavano molte vite e provocavano faide di sangue. Secondo Nadel, i capi dei Tira stabilirono, a quanto pare su iniziativa del commissario distrettuale, che riconoscono l'uccisione accidentale solo nei regolari tornei annuali, non nei combattimenti per dispute né nelle risse non autorizzate durante le danze. Green e Tausk riportano nell'enciclopedia di Green che incisioni e dipinti egizi raffigurano lottatori nubiani sudanesi. Ciò riguarda la lotta, non il combattimento con il bastone.
In cosa si distingue
Nadel documenta il combattimento con il bastone come sport tribale dei gruppi Tira e Moro. Presso i gruppi Korongo e Mesakin descrive come sport degli adulti i combattimenti con la lancia (kafony), condotti con lance di bambù lunghe da 9 a 11 piedi con punte smussate di legno d'ebano e scudi rotondi di pelle di giraffa o di vacca. Secondo Nadel il combattimento con il bastone apparteneva allo stesso ciclo annuale della lotta. Secondo la Wikipedia in inglese, i tornei con il bastone, a differenza di quelli di lotta, di solito non si vedono nelle città di oggi.
Tecnica
I guerrieri Tira portano ai tornei, secondo Nadel, pesanti bastoni lunghi circa una iarda, con i quali combattono come con una spada o una sciabola. Nella mano sinistra tengono un pesante scudo rotondo di grosse corde d'erba intrecciate e un bastone di riserva, e sulla mano destra una piccola protezione rotonda dello stesso materiale. Mirano con colpi pesanti alla testa o al corpo. I Moro usano pesanti scudi di cuoio bovino con bordi dentati, appuntiti all'estremità inferiore, che negli affondi e nelle spinte diventano un'arma pericolosa. Secondo Nadel, i combattimenti dei Moro sono più duri e condotti con più furia di quelli dei Tira.
Allenamento
I giovani principianti Tira si allenano al combattimento con il bastone in disparte, negli accampamenti del bestiame, con bastoni leggeri e scudi da allenamento di foglie di palma, e talvolta possono combattere in incontri preparati apposta. I guerrieri Moro si preparano al torneo, secondo Nadel, strofinandosi corpo e capelli con latte e burro, avvolgendosi pelli di pecora ammorbidite intorno alle gambe e spessi rotoli di stoffa intorno a petto e schiena. Nadel vide perfino lattine di benzina tagliate come gambali.
Gradi e progressione
Secondo Nadel, il combattimento con il bastone è legato alle classi d'età. L'organizzazione delle classi d'età dei Tira si chiama kbit, e Nadel la collega alla parola lebito, che nella lingua dei Tira indica i combattimenti con il bastone. Ogni classe dura tre anni. Lo sport principale dei novizi è la lotta, le classi amucu e detea combattono con bastone e scudo, e la classe più anziana (i nonni) non combatte più, ma fa da arbitro. Presso i Moro i ragazzi detti lemi lasciano la casa paterna per i campi del bestiame e iniziano a praticare per gioco il combattimento con il bastone. Gli attori principali dello sport tribale sono gli uomini nella fase adumo, che dura da quattro a sei anni. Gli uomini di trenta o trentacinque anni possono ancora combattere, ma solo tra loro. Ogni quattro anni i Moro organizzano la danza ereda, che chiude la fase adumo, e chi vi partecipa non combatte quell'anno nei combattimenti con il bastone.
Competizioni
Ai tornei dei Tira possono trovarsi nel cerchio contemporaneamente solo due avversari, ciascuno di una squadra locale diversa. I colpi sotto la cintura sono vietati e sono considerati fallo. I giovani della classe d'età più anziana fanno da arbitri, accoppiano i combattenti per classe d'età, stazza e corporatura e fermano lo scontro non appena scorre il sangue. Secondo Nadel nello scontro dei Tira sostanzialmente non ci sono vincitori né vinti, perché resistere e affrontare il rischio è una prova sufficiente di coraggio. Per il torneo annuale la tribù si divide in due schieramenti, e il torneo di un giorno si tiene a Konyoro, a nord di Tira el Akhdar.
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Prima del torneo dei Moro gli anziani pronunciano esortazioni, che Nadel registrò a Umm Dorein: combattete con onore, mirate alle gambe e non alla testa, che combattano tra loro solo coetanei, e smettete al crepuscolo. Una sfida tipica è un colpo di bastone allo scudo dell'avversario, e il vero combattimento è aperto da uno scontro simulato degli anziani. L'unica regola che i Moro non violano mai è che combattono tra loro solo membri di schieramenti opposti. Ci sono due o tre tornei simili all'anno, e lo scontro conclusivo dell'anno si svolge tra le colline dopo le prime piogge. Presso i Tira come presso i Moro, secondo Nadel, i giovani dello stesso clan per linea paterna o materna non possono affrontarsi in uno scontro, per escludere l'uccisione all'interno del clan. I Moro organizzano anche scontri per dispute tra giovani, per lo più a causa di una ragazza, in cui le squadre locali sono sostituite da parenti e amici.
Oggi
Non abbiamo trovato una fonte che descriva lo stato del combattimento con il bastone dopo il conflitto nel Kordofan Meridionale. National Geographic scrisse nel novembre 2014 che la lotta è per i rifugiati nuba nel campo di Yida, nel Sudan del Sud, uno dei pochi rituali che li legano alla vita sulle montagne, dove i combattimenti iniziarono nel giugno 2011. Secondo il presidente del consiglio dei rifugiati del campo, che la rivista citò, le tradizioni nuba come la lotta furono vietate o modificate durante l'arabizzazione e l'islamizzazione forzate dalla fine degli anni Sessanta. The Christian Science Monitor scrisse nel 2015 dei club di lotta nuba a Khartum, e The New York Review of Books nel 2023 della lotta nuba a Khartum.
Curiosità
Le ragazze dei Tira hanno secondo Nadel un proprio equivalente, uno scontro con verghe di rametti flessibili dell'albero tibeldi, e le ragazze abili vi passano alla classe amucu. Le ragazze dei Moro combattono con fruste di cuoio e pesanti bracciali di ferro al polso sinistro, di solito come prosecuzione improvvisata dei tornei dei giovani. Nadel riferisce che, nei due anni precedenti la sua descrizione, in scontri dei Tira morì un ragazzo in due occasioni. Registrò anche il caso di un giovane di Kororak che uccise un avversario durante un torneo, e tutta la sua famiglia fuggì a Umm Dorein prima che si svolgesse il rituale nmar e fosse pagato il prezzo del sangue. Secondo la Wikipedia in inglese, la fotografa Leni Riefenstahl trascorse nel 1975 sedici settimane presso i Nuba a Kau, e il suo libro The People of Kau ritrae i loro combattimenti con i coltelli.
Domande frequenti
Tutti i Nuba combattono con i bastoni?
S. F. Nadel documenta il combattimento con il bastone come sport tribale dei gruppi Tira e Moro. Presso i gruppi Korongo e Mesakin descrive invece combattimenti con lance di bambù dalle punte smussate.
Il combattimento con il bastone dei Nuba ha delle regole?
Ha regole non scritte. Presso i Tira, secondo Nadel, arbitrano uomini della classe d'età più anziana, i colpi sotto la cintura sono fallo e lo scontro finisce al primo sangue versato. Presso Tira e Moro non possono affrontarsi uomini dello stesso clan.
Quanto è lungo il bastone nel combattimento dei Nuba?
I guerrieri Tira portano, secondo Nadel, pesanti bastoni lunghi circa una iarda, con i quali combattono come con una spada o una sciabola. Hanno inoltre un pesante scudo, rotondo di corde d'erba intrecciate presso i Tira, di cuoio bovino con bordi dentati presso i Moro.
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