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Paika akhada

Addestramento guerriero odia dei paika con spada khanda e scudo, oggi mostrato al ritmo di tamburi nelle feste.

Informazioni Chiave

Paese di origineIndia
RegioneAsia
Focus PrincipaleArmi

Carattere e Origine

LignaggioMilitare
Epoca di origineMedioevo

Organizzazione e Competizione

Stato olimpicoNon olimpico

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoMarginale
CalciNon utilizzato
ProiezioniMarginale
Lotta a terraNon utilizzato
Leve e immobilizzazioniNon utilizzato
ArmiCentrale

Informazioni su Paika akhada

Paika akhada è un termine odia traducibile liberamente come palestra guerriera. La parola paika deriva dall'odia padatika, che significa fanteria, e akhada indica un campo di addestramento o una scuola. Dietro la tradizione stavano i paika, uomini armati proprietari terrieri al servizio dei re, provenienti soprattutto dalle caste Khandayat, Chasa e Gopal; lo stesso nome Khandayat significa colui che domina la spada, poiché unisce khanda, spada, e ayata, dominio. I paika si dividevano in tre gradi: i prahari erano difensori armati di spada, i banua arcieri esperti, e i dhenklia portavano spada e scudo e combattevano in prima linea. Sulla loro forza militare si appoggiò già l'antico re di Kalinga, Kharavela, e raggiunsero l'apice sotto la dinastia Gajapati. Ci si allena con la spada khanda, con la patta, una spada fusa con un guanto, oltre che con bastoni e scudi. Le esibizioni uniscono movimento ritmico e rullo di tamburi, elementi acrobatici e combattimento di pratica con spade e scudi di legno. Dopo l'ascesa della Compagnia inglese delle Indie orientali, la tradizione fu repressa. Nel 1817 un ex comandante, Jagabandhu Bidyadhar Mohapatra Rai, guidò una rivolta dei paika a cui parteciparono quattrocento uomini; occuparono l'Odisha meridionale, ma la rivolta fu soffocata entro un anno. L'arte fu a lungo riservata agli uomini, barriera infranta da Soubaghini Debi, prima donna tra i suoi interpreti. Oggi paika akhada viene mostrata durante le feste di Dasahara e Kalinga Mahotsav, e il governo dell'Odisha ha proposto di istituire una propria accademia nel distretto di Gajapati per preservare quest'arte sempre più rara. Questa proposta testimonia quanto la tradizione sia ormai percepita come un patrimonio da salvaguardare attivamente.

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