Naginata
薙刀 · naginata
Arma in asta giapponese con lama curva a un solo filo su una lunga asta, apprezzata nella guerra Genpei e, nel periodo Edo, simbolo di status delle nobildonne.
In breve
GiapponeInformazioni sull'arma
La naginata è un'arma in asta giapponese con lama curva a un solo filo fissata su una lunga asta. Le prime menzioni inequivocabili risalgono al 1146, nel periodo Heian; le prime testimonianze materiali, invece, solo alla metà del periodo Kamakura. In origine si scriveva con i caratteri 長刀; per evitare confusione con il termine usato per le spade, si affermò la grafia 薙刀. La lama è fissata all'asta in modo smontabile, con un perno di legno chiamato mekugi. L'estremità dell'asta è protetta da un pesante puntale metallico ishizuki, e nella montatura cerimoniale tra lama e asta si trova spesso una guardia circolare tsuba. La lama misura di solito uno o due shaku (circa 30-60 cm), l'asta tre o sei shaku (circa 90-180 cm). Nella guerra Genpei (1180–1185) la naginata godeva tra i guerrieri di un prestigio particolarmente alto. Tradizionalmente la praticano le scuole Suiō-ryū, Araki-ryū, Tendō-ryū, Jikishinkage-ryū, Higo Koryū, Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū, Toda-ha Bukō-ryū e Yōshin-ryū. La moderna atarashii naginata da competizione usa un'arma da allenamento con asta di quercia e una "lama" di bambù (habu), lunga 210-225 cm e più pesante di 650 g. Nel pacifico periodo Edo la naginata divenne simbolo di status e arma di autodifesa delle donne delle famiglie nobili. Nel santuario di Ōyamazumi si trovano due naginata che la tradizione attribuisce alla guerriera Tomoe Gozen e al monaco Benkei; entrambe sono dichiarate importante bene culturale.
Parti dell'arma
- Guardia — tsuba
- Calcio — ishizuki