Keris
Nota anche come: kris
Pugnale giavanese asimmetrico con lama a strati e motivo pamor, spesso ondulato con un numero dispari di onde luk; inserito dall'UNESCO nel patrimonio immateriale dal 2005.
In breve
IndonesiaInformazioni sull'arma
Il keris (kris in inglese) è un pugnale giavanese asimmetrico la cui lama porta un motivo formato da strati alterni di metallo. Secondo lo studio di Stamford Raffles sul tempio di Candi Sukuh del 1817, il keris assunse la forma attuale intorno al 1361 nel regno di Majapahit, nella Giava orientale. Il pezzo più antico conservato conosciuto, il keris di Knaud al Tropenmuseum di Amsterdam, porta sulla lama la data 1264 dell'era saka, cioè il 1342 d.C. Il keris ha tre parti: la lama (wilah o bilah), l'elsa (hulu) e il fodero (warangka). La lama misura da 38 a 127 centimetri ed è pensata per la punta, non per il taglio. Le lame ondulate hanno un numero dispari di onde chiamate luk, di solito da tre a tredici, eccezionalmente fino a 29. Il motivo pamor nasce da ferro contenente nichel. Il keris è tra le armi comunemente usate nel pencak silat indonesiano. Era forgiato da maestri empu. Nel XX secolo la produzione calò molto dopo la colonizzazione e i divieti sulle armi; oggi i fabbri lavorano a Madura, Surakarta, Yogyakarta, Makassar e Palembang. Il keris si indossava come parte dell'abito da cerimonia, come amuleto, distintivo di status ed eredità familiare; in un matrimonio giavanese fa parte dell'abito dello sposo, ornato con collane di gelsomino. Secondo la cronaca Pararaton, il fabbro Mpu Gandring maledì il keris commissionato da Ken Arok, che lo usò per assassinare Tunggul Ametung e fondare il regno di Singhasari. Nel 2005 l'UNESCO inserì il keris tra il patrimonio culturale immateriale dell'umanità, e nel marzo 2020 il re dei Paesi Bassi restituì all'Indonesia il keris del principe Diponegoro, simbolo della lotta per l'indipendenza.
Parti dell'arma
- Lama — wilah
- Impugnatura — hulu
- Fodero — warangka