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Scherma Bolognese

La tradizione schermistica italiana di Bologna, documentata da una serie di trattati del Cinquecento. Non la fondò Marozzo ma Lippo Dardi, nel 1415.

Informazioni Chiave

Paese di origineItalia
Anno di fondazione1415
RegioneEuropa
Focus PrincipaleArmi
Livello di contattoPieno contatto
Sistema di cintureSenza gradi

Carattere e Origine

StatoRicostruita
LignaggioTradizionale
Epoca di originePrima età moderna

Allenamento

AbbigliamentoAttrezzatura protettiva
SparringContatto medio
Ruolo delle armiArmi al centro
Ruolo delle formeForme facoltative

Per chi

Programmi per bambiniNon insegnata ai bambini
Adatto agli anzianiAdatto con adattamenti
Impegno fisico3/5
Rischio di infortunio2/5
Curva di apprendimento4/5
Valore per autodifesa1/5
Valore per la forma fisica3/5

Organizzazione e Competizione

Sistema di gradiSenza gradi
Formato di garaSenza competizioni
Categorie di pesoNo
Stato olimpicoNon olimpico
Praticanti stimatiMeno di 10 000

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoNon utilizzato
CalciNon utilizzato
ProiezioniMarginale
Lotta a terraNon utilizzato
Leve e immobilizzazioniMarginale
ArmiCentrale

Cataloghi e Database per Scherma Bolognese

📜 Kata Tradizionali1 elementi · in 1 stili
👥 Personaggi e maestri2 elementi · in 1 stili
📜 Fonti e manoscritti3 elementi · in 1 stili

Informazioni su Scherma Bolognese

La scherma bolognese, detta anche scuola dardiana, è la tradizione schermistica italiana legata a Bologna. Qui serve una correzione, perché la scheda indicava prima Achille Marozzo come fondatore. Marozzo è l'autore più noto della tradizione, non il suo fondatore: la sua Opera Nova uscì nel 1536, più di un secolo dopo la nascita della scuola. Il fondatore documentato è Lippo Bartolomeo Dardi, che fondò la scuola nel 1415. Fu schermidore, astronomo e professore di matematica all'Università di Bologna, una combinazione non insolita nell'Italia rinascimentale, dove la scherma era intesa come materia di fondamento geometrico. Di Dardi non è sopravvissuto alcun manoscritto, sicché la forma del suo insegnamento resta ignota; per questo il campo del fondatore rimane vuoto e il nome compare nel testo. La forma effettiva la diede alla tradizione Guido Antonio di Luca, attivo a Bologna intorno al 1500 e suo maestro più influente. Un detto coevo afferma che dalla sua scuola uscirono più guerrieri che dal ventre del cavallo di Troia. Fu lui a fissare terminologia e programma che ritroviamo nei trattati superstiti; fra i suoi allievi Antonio Manciolino, Achille Marozzo e il condottiero Giovanni de Medici. Le opere conservate formano una serie insolitamente continua: l'Opera Nova di Manciolino del 1531, quella di Marozzo del 1536, Lo Schermo di Viggiani scritto verso il 1550 e pubblicato nel 1575, il Dell'arte di Scrimia di dall'Agocchie del 1575 e un manoscritto bolognese anonimo rinvenuto a Ravenna. È proprio questa densità di fonti a rendere la scuola bolognese una delle tradizioni europee più ricostruibili.

Stili e Rami

Scuola Dardi Bolognese

Lo strato documentato più antico della tradizione schermistica bolognese. Dardi insegnava a Bologna geometria e scherma, e quel taglio geometrico si vede ancora.

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