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Motobu Udundi (Arte di palazzo della casa Motobu)

本部御殿手

Arte di palazzo della nobile famiglia okinawense Motobu, con leve, proiezioni, spada e lancia. Non è una scuola di karate, benché dopo la guerra si siano uniti organizzativamente.

Informazioni Chiave

Paese di origineGiappone
RegioneAsia
Focus PrincipaleMisto
Livello di contattoContatto leggero
Sistema di cintureSolo gradi dan

Carattere e Origine

StatoViva e organizzata
LignaggioTradizionale
Epoca di origineXIX secolo

Allenamento

AbbigliamentoAbbigliamento tradizionale
SparringSolo esercizi con il partner
Ruolo delle armiArmi al centro
Ruolo delle formeForme al centro

Per chi

Programmi per bambiniGruppi per bambini rari
Adatto agli anzianiAdatto con adattamenti

Organizzazione e Competizione

Sistema di gradiSolo gradi dan
Stato olimpicoNon olimpico

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoSignificativo
CalciSignificativo
ProiezioniCentrale
Lotta a terraNon utilizzato
Leve e immobilizzazioniCentrale
ArmiSignificativo

Informazioni su Motobu Udundi (Arte di palazzo della casa Motobu)

Il motobu udundi, letteralmente la mano del palazzo di Motobu, è un'arte okinawense della nobile famiglia Motobu. Si differenzia dal karate al punto che sarebbe fuorviante considerarla una sua scuola. Oltre ai colpi comprende il tuidī, cioè leve e proiezioni applicate al polso e al gomito, insieme al lavoro con la spada, la lancia e la naginata; il fatto che vi si usino queste armi accanto agli strumenti agricoli e da pesca del kobudō okinawense corrisponde al rango di una famiglia autorizzata a portarle. Il movimento si basa sul tai sabaki, l'evasione con tutto il corpo, e sul tsuki uke, in cui lo stesso gesto blocca e colpisce insieme; i blocchi comuni del karate, age uke, chūdan uke e gedan barai, non vi sono utilizzati. Alla base delle forme vi sono due kata chiamati motode, uno praticato a mani aperte e l'altro a pugno chiuso, ai quali Uehara aggiunse tre forme kasshindī. L'arte fu tramandata da Motobu Chōyū, dodicesimo capo della famiglia, vissuto dal 1865 al 1928. Dopo la caduta del regno delle Ryukyu i suoi figli lasciarono l'isola, e Chōyū affidò la trasmissione al proprio allievo Uehara Seikichi, che insegnò al secondo figlio di Chōyū, Chōmō, a Wakayama. Chōmō morì in un bombardamento su Osaka nel 1945. Uehara continuò a cercare un successore e nel 1976 si rivolse a Motobu Chōsei, figlio di Motobu Chōki; questi accettò la linea e ne divenne formalmente capo nel 2003. Oggi, sul piano organizzativo, l'arte è condotta, accanto al karate Motobu, all'interno dell'associazione Nihon Karatedō Motobu-kai, fondata nel 1977, segno di una continuità mai del tutto interrotta nonostante le vicende della famiglia.

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