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Lutte Parisienne

Componente di presa del savate nella Parigi dell'Ottocento che, secondo Green, nascondeva le sue tecniche. Dal 1992 si chiama savate défense, secondo Le Monde.

Informazioni Chiave

Paese di origineFrancia
RegioneEuropa
Focus PrincipalePresa
Livello di contattoPieno contatto
Sistema di cintureSenza gradi

Carattere e Origine

StatoViva e informale
LignaggioPopolare
Epoca di origineXIX secolo

Allenamento

AbbigliamentoAbbigliamento tradizionale
SparringPieno contatto
Ruolo delle armiSenza armi
Ruolo delle formeSenza forme

Per chi

Programmi per bambiniGruppi per bambini comuni
Adatto agli anzianiNon adatto agli anziani
Impegno fisico4/5
Rischio di infortunio2/5
Trasferimento alla difesa personale2/5
Beneficio per la forma fisica4/5
Come valutiamo le scale →

Organizzazione e Competizione

GradiNo
Formato di garaA punti
Categorie di pesoNo
Stato olimpicoNon olimpico
Praticanti stimatiMeno di 10 000

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoNon utilizzato
CalciNon utilizzato
ProiezioniCentrale
Lotta a terraMarginale
Leve e immobilizzazioniNon utilizzato
ArmiNon utilizzato

Informazioni su Lutte Parisienne

La lutte parisienne, lotta parigina, è la componente di presa del savate. Green (2001) scrive che nacque come risposta dei savatisti a una legge con cui la polizia parigina puniva con un lungo servizio militare il combattimento di strada con mani o piedi, come forma di lotta di presa che nasconde il più possibile le proprie tecniche. Secondo lui i maggiori responsabili della codifica delle tecniche furono i savatisti Hubert LeBroucher e Louis Vigneron, mentre Joseph Charlemont nel libro del 1899 scrive Leboucher. Secondo Green le tecniche derivano dalla lotta occidentale e usano proiezioni e leve per danneggiare l'avversario e permettere una fuga rapida. Joseph Charlemont alla fine degli anni 70 dell'Ottocento sistematizzò l'insegnamento della boxe française, del bastone e della lutte parisienne in gradi. Alla fine degli anni 70 del Novecento, secondo Green, la lutte parisienne fu tolta dallo studio ordinario del savate. Le Monde scrisse nel 1998 che era scomparsa alla fine degli anni 60, era tornata nel 1991 e dal 1992 si chiama savate défense, disciplina codificata della federazione francese di boxe française e savate.

Storia

Secondo Le Monde la lutte parisienne entrò nella prefettura di Parigi sotto il prefetto Dubois e deve il suo sviluppo a François Vidocq, ebbe fama prima presso la polizia e poi nei club di boxe française. Charlemont nel suo libro del 1899 pubblicò il programma di un incontro straordinario del 10 maggio 1868 a Saint-Ouen, che comprendeva pointe, contre-pointe, canne, grand bâton, boxe française e lutte parisienne, e ritagli della stampa di Bruxelles, secondo cui nel 1878 la lutte parisienne faceva parte di un incontro ed egli stesso era maestro di scherma, bastone, pugilato, lutte parisienne e ginnastica. Desbonnet scrive nel 1911 che nel 1868 la lutte parisienne era al culmine nelle arene parigine, e usa l'espressione per gli spettacoli di lotta parigini.

In cosa si distingue

Le Monde scrive che la lutte parisienne, a differenza della boxe française, somiglia piuttosto a uno sport da furfanti e non esclude tirare le orecchie, stringere il naso né le dita negli occhi, se sono efficaci. Green riferisce che La Lutte Française, chiamata poi lotta greco-romana, permetteva prese dalla testa alla vita senza attacchi alle gambe e vietava testate, strangolamenti e leve.

Tecnica

Green riferisce che le tecniche della lutte parisienne usano proiezioni e leve per danneggiare l'avversario, non per trattenerlo, e che molte devono sembrare un incidente o restare nascoste ai testimoni. Secondo lui Vigneron sottolineava le proiezioni forti e le prese, LeBroucher gli strangolamenti e la rottura del collo. Dalla lutte parisienne proviene secondo Green anche il bastone con l'estremità curva, con cui si può agganciare l'avversario, trascinarlo giù o fargli lo sgambetto. La federazione francese di savate scrive nel suo profilo storico che Leboucher sosteneva ingressi violenti, spazzate ed enfourchements e che il savate défense si è ispirato ampiamente a queste tecniche.

Allenamento

Green scrive che nel savate danse de rue le tecniche della lutte parisienne vengono introdotte con una serie di esercizi in coppia secondo il sistema delle armi, e che i due gradi più alti del guanto d'argento aggiungono sequenze di lotta più complesse. Le Monde descrive nel 1998 l'allenamento presso Pierre Chagne nel club Élan de Montreuil, che definì la tecnica fondata sulla difesa. Nella piccola palestra, secondo il giornale, è permesso tutto purché ci si difenda: mani, piedi, testa, combattimento corpo a corpo, bastone e asta.

Gradi e progressione

Green riferisce che Joseph Charlemont divise l'insegnamento della boxe française, del bastone e della lutte parisienne in gradi e creò un sistema di guanti per valutare gli allievi con fasce o polsini colorati.

Competizioni

Le Monde definì nel 1998 la lutte parisienne uno sport da combattimento senza competizioni e vere prove. Desbonnet descrive spettacoli di lotta nelle arene parigine nel 1867 e 1868, dove le regole vietavano di rivolgersi agli spettatori e sulla caduta decideva una giuria il cui presidente alzava una bandierina tricolore.

Oggi

Le Monde indica nel 1998 che il savate défense, prima lutte parisienne, è una disciplina codificata affiliata alla federazione francese di boxe française e savate, e secondo Pierre Chagne la praticano da 500 a 1 000 persone. Nel 1992, secondo il giornale, un'unità speciale della polizia di Los Angeles si rivolse alla federazione perché i suoi membri potessero seguire corsi di lutte parisienne. La federazione francese di savate indica Pierre Chagne come esperto di lutte parisienne e savate boxe française.

Curiosità

Charlemont racconta che Leboucher risvegliò la lotta addormentata e sostenne il lottatore Arpin, e che l'imperatrice Eugénie fece vietare i combattimenti pubblici perché le sembravano scioccanti. Nella letteratura dell'Ottocento, per esempio in Bloy e Verne, l'espressione lutte parisienne è spesso solo una designazione figurata della lotta parigina per il successo.

Domande frequenti

La lutte parisienne è una lotta a sé stante?

Green la descrive come la componente di presa del savate e Le Monde come una disciplina che dal 1992 si chiama savate défense e fa parte della federazione francese di boxe française e savate.

Chi ha creato la lutte parisienne?

Le fonti divergono. Green attribuisce la codifica delle tecniche ai savatisti Hubert LeBroucher e Louis Vigneron, Le Monde ne attribuisce lo sviluppo a François Vidocq.

Che rapporto c'era tra la lutte parisienne e la lotta greco-romana?

Green riferisce che La Lutte Française, chiamata poi lotta greco-romana, vietava l'attacco alle gambe, gli strangolamenti e le leve. Sulla lutte parisienne scrive che usa proiezioni e leve per danneggiare l'avversario.

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