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Lathi Khela

লাঠি খেলা

Combattimento bengalese col bastone di bambù. I suoi portatori non erano sportivi ma guardie dei latifondisti, e con la fine del sistema zamindari persero il lavoro.

Informazioni Chiave

Fondatore
Paese di origineBangladesh
RegioneAsia
Focus PrincipaleArmi
Livello di contattoPieno contatto
Sistema di cintureSenza gradi

Carattere e Origine

StatoViva e informale
LignaggioPopolare

Allenamento

AbbigliamentoAbbigliamento tradizionale
SparringContatto leggero
Ruolo delle armiArmi al centro
Ruolo delle formeForme al centro

Per chi

Programmi per bambiniGruppi per bambini comuni
Adatto agli anzianiAdatto con adattamenti
Impegno fisico3/5
Rischio di infortunio2/5
Curva di apprendimento4/5
Valore per autodifesa2/5
Valore per la forma fisica4/5

Organizzazione e Competizione

Sistema di gradiSenza gradi
Formato di garaSenza competizioni
Categorie di pesoNo
Stato olimpicoNon olimpico
Praticanti stimati10 000–100 000

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoSignificativo
CalciSignificativo
ProiezioniSignificativo
Lotta a terraMarginale
Leve e immobilizzazioniSignificativo
ArmiCentrale

Cataloghi e Database per Lathi Khela

👊 Database delle tecniche1 elementi
👥 Personaggi e maestri1 elementi

Informazioni su Lathi Khela

Il lathi khela è il combattimento col bastone bengalese, di casa nell''odierno Bangladesh e nel Bengala Occidentale indiano. L''arma è il lathi, un bastone di bambù lungo circa due-due metri e mezzo, talvolta ferrato alle estremità; il praticante si chiama lathial. La tecnica poggia su ampi colpi circolari portati per tutta la lunghezza del bastone, sul rapido passaggio da una mano all''altra e sulla copertura di testa e stinchi, i bersagli più frequenti nel combattimento col bastone. Accanto al bastone lungo si usano forme più corte. Qui la storia è più interessante della tecnica. I lathial non erano sportivi ma impiegati: i grandi proprietari bengalesi, detti zamindar, li tenevano come guardie, esattori e, nelle controversie, come forza per far valere una pretesa. L''arte aveva così un posto sociale saldo e sfamava chi la portava. Ciò finì con l''abolizione del sistema zamindari dopo il 1950. Oggi il lathi khela sopravvive soprattutto come spettacolo festivo a matrimoni e feste bengalesi, in specie il capodanno Pohela Boishakh.

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