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Kito-ryu

起倒流

Scuola giapponese di jujutsu del primo periodo Edo. Si fonda su proiezioni e rottura dell'equilibrio; da essa Kano trasse il koshiki no kata.

Informazioni Chiave

Paese di origineGiappone
RegioneAsia
Focus PrincipalePresa
Livello di contattoContatto leggero
Sistema di cinture5 gradi

Carattere e Origine

StatoViva e organizzata
LignaggioCodificata come sport
Epoca di originePrima età moderna

Allenamento

AbbigliamentoAbbigliamento tradizionale
SparringSolo esercizi con il partner
Ruolo delle armiArmi al centro
Ruolo delle formeForme al centro

Per chi

Programmi per bambiniNon insegnata ai bambini
Adatto agli anzianiAdatto agli anziani
Impegno fisico2/5
Rischio di infortunio2/5
Curva di apprendimento5/5
Valore per autodifesa2/5
Valore per la forma fisica3/5

Organizzazione e Competizione

Sistema di gradiCertificati
Formato di garaSenza competizioni
Categorie di pesoNo
Stato olimpicoNon olimpico
Praticanti stimatiMeno di 10 000

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoMarginale
CalciNon utilizzato
ProiezioniCentrale
Lotta a terraMarginale
Leve e immobilizzazioniSignificativo
ArmiMarginale

Cataloghi e Database per Kito-ryu

👊 Database delle tecniche6 elementi
📖 Glossario72 elementi
👥 Personaggi e maestri1 elementi

Informazioni su Kito-ryu

Il kito-ryu è una scuola giapponese di jujutsu del primo periodo Edo, cioè del Seicento. Le fonti indicano Fukuno Shichiroemon come fondatore e accanto a lui compare il nome di Terada come cofondatore; l'anno esatto di fondazione non è documentato e questa pagina lo omette. Il dato del 1650 e il nome che qui figurava prima non si sono potuti verificare. Il nome della scuola significa «scuola dell'ascesa e della caduta». Non è un ornamento: enuncia il principio su cui si regge. Il kito-ryu non lavora forza contro forza ma attraverso la rottura dell'equilibrio, ciò che in giapponese si chiama kuzushi no ri. L'avversario viene dapprima portato in una posizione in cui non può più stare in piedi, e solo allora arriva la proiezione. Il programma contiene colpi, proiezioni, leve e strangolamenti, ma il baricentro sta nelle proiezioni e nelle spazzate. Una parte considerevole delle tecniche è pensata per il combattimento in armatura completa, il che ne spiega anche la forma: in armatura non ha senso mirare a bersagli piccoli o lavorare sulla presa alle vesti, ne ha invece squilibrare l'avversario e metterlo a terra. L'importanza della scuola supera di molto il numero dei suoi praticanti odierni. Jigoro Kano studiò kito-ryu e ne derivò parte dei principi del judo moderno; la sopravvivenza diretta è il koshiki no kata, una delle forme del judo.

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