Kapu Kuialua
Arte marziale hawaiana di rottura delle ossa, lotta e combattimento con armi, la cui rinascita moderna deriva, secondo i suoi maestri di oggi, dagli allievi di Charles Kenn.
Informazioni Chiave
Carattere e Origine
Organizzazione e Competizione
Di cosa è fatto lo stile
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Informazioni su Kapu Kuialua
Il lua è un'arte marziale hawaiana che le fonti dell'epoca collegano alla rottura delle ossa e alla lotta, e le fonti attuali anche al combattimento con armi. David Malo in Hawaiian Antiquities (edizione del 1903) cita tra le abilità insegnate a corte la lotta e il kui-alua, che il traduttore N. B. Emerson descrisse come una forma crudele di combattimento che unisce lotta, pugilato, rottura delle ossa e mutilazione. Samuel M. Kamakau menziona il lua come rottura delle ossa. Non abbiamo trovato nelle fonti né un fondatore né un anno di origine, e Kumukahi riporta diverse versioni della sua origine.
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Secondo Kamakau, Kamehameha I nominò maestri della lotta kuʻialua, del pugilato mokomoko e di altre abilità, e addestrò come guerrieri anche i figli della gente comune. Kumukahi scrive che all'inizio del XX secolo il lua sembrava scomparso, ma continuava a essere praticato nelle cantine e in campagna. Paglinawan e i coautori affermano sulla rivista Hūlili (2012) che la rinascita moderna deriva da una manciata di uomini istruiti da Charles Kenn (1907–1988), l'ultimo ʻōlohe vivente noto. Secondo army.mil, Mitchell Eli descrive il lua come un'arte di colpi con mani e piedi che spezzano le ossa e slogano le articolazioni. Kumukahi elenca come armi lance, mazze, pugnali e pietre da fionda e indica come arma preferita degli aliʻi il leiomano, una mazza di legno munita di denti di squalo tigre. Il libro Lua: Art of the Hawaiian Warrior fu pubblicato da Bishop Museum Press nel 2006 e scritto da Richard Paglinawan, Mitchell Eli, Moses Kalauokalani e Jerry Walker.
Storia
Secondo Kumukahi (Kamehameha Publishing), esistono diverse versioni sull'origine del lua. Secondo una, nacque dopo l'arrivo del capo Pāʻaa con il dio della guerra Kūkāʻilimoku, altri lo collegano ai movimenti dell'hula. David Malo riferisce che a corte si insegnavano molto il lancio e l'affondo di lancia, la lotta kaala e il kui-alua. Samuel M. Kamakau menziona Na-maku, del tempo di Kalaniʻōpuʻu, come esperto della rottura delle ossa del lua, che aveva imparato a Kauaʻi. La nota del curatore dell'opera di Kamakau cita Andrews (1865), secondo cui il lua era molto praticato in tempi antichi, ma la sua tecnica non fu mai messa per iscritto. Secondo la Britannica, Kamehameha I divenne nel 1810 il sovrano indiscusso dell'intero arcipelago. Paglinawan e i coautori (Hūlili 2012) affermano che la classe guerriera scomparve molto in fretta dopo l'unificazione delle isole e l'abolizione del kapu, e che gran parte delle conoscenze sull'aspetto fisico del lua andò perduta. Secondo Bill Mossman (army.mil 2009), il lua si ritirò per alcuni decenni in disparte e si tramandava in segreto.
Tecnica
N. B. Emerson scrive in una nota a Malo (1903) che il kui-alua era una forma di lotta molto crudele che, oltre a lotta e pugilato, comprendeva la rottura delle ossa e la mutilazione. Mitchell Eli, secondo Bill Mossman (army.mil 2009), descrive il lua come un'arte di colpi di mani e piedi che spezzano le ossa e slogano le articolazioni. ʻŌlohe Jerry Walker, secondo KITV (2025), afferma che il lua si specializzava nella rottura delle ossa, nelle lussazioni, nei colpi ai nervi e nello shock. Sean Hao (Honolulu Advertiser 2007) scrive che i praticanti miravano alla gola, agli occhi e all'inguine, e che i combattenti si preparavano con canti accompagnati da movimenti che imitavano colpi ai punti sensibili. Secondo Hao, le armi dei guerrieri hawaiani erano di legno duro, pietra, becchi di pesce e denti di squalo. Kumukahi cita lance, clave, pugnali e pietre da fionda e indica come arma prediletta degli aliʻi il leiomano, una clava di legno munita di denti di squalo tigre. Secondo Mossman, il leiomano ha denti a un'estremità e una punta all'altra.
Allenamento
Secondo Kumukahi, il guerriero koa veniva scelto già nell'infanzia e cresciuto nel pā lua, dove imparava la rottura delle ossa, il pugilato, il combattimento con la lancia e la lotta. Secondo Samuel M. Kamakau, Kamehameha I nominò maestri della lotta kuʻialua, della schivata della lancia, del pugilato mokomoko, della scherma con il bastone e di altre abilità. Kamakau scrive anche che il re prendeva i figli della gente comune e li allevava come guerrieri o per altre arti. Charles Kenn, secondo Richard Paglinawan (Hūlili 2012), insegnò i primi sei mesi solo la cultura, perché a suo avviso il lua non si può praticare separatamente, e la sua prima classe contava dieci allievi. Secondo Coffee Times (1998), l'equilibrio si esercitava inginocchiandosi con i piedi ai lati di una zucca divisa a metà e l'agilità passando tra corde tese.
Gradi e progressione
Kumukahi (Kamehameha Publishing) scrive che all'inizio del XX secolo la lua sembrava scomparsa, ma continuava a essere praticata nelle cantine e in campagna. Paglinawan e i coautori (Hūlili 2012) riferiscono che la rinascita moderna discende da una manciata di uomini istruiti da Charles Kenn (1907–1988), secondo loro l'ultimo ʻōlohe vivente noto, cioè maestro di lua. Secondo Coffee Times (1998), dal 1974 quattro uomini si formarono presso Kenn e nel 1991 il programma Native Hawaiian Culture and Arts, insieme al Bishop Museum e al National Park Service, finanziò la rinascita della lua. Hūlili riferisce che nel 1993 Paglinawan e altri tre ʻōlohe di Kenn iniziarono a condurre un workshop finanziato da questo programma, da cui nacque Pā Kuʻi a Lua. Oggi, secondo Kumukahi, operano diversi pā lua che insegnano stili marziali hawaiani e le tradizioni della classe guerriera.
Curiosità
Samuel Kamakau, raccontando l'incontro tra Alapaʻi e Peleioholani, osserva che il consiglio di non lasciare all'avversario infilare le braccia sotto le proprie è tuttora usanza dei lottatori spaccaossa di Kapua e Naonealaʻa. David Malo descrive le battaglie di addestramento pomeridiane tra i seguiti dei singoli capi, condotte con lance spuntate, kaua kio, e talvolta anche affilate, kaua pahu-kala. Secondo Hūlili (2012), nel 1995 a un raduno di canoe a Keʻehi Lagoon e nel 2002 in un marae in Aotearoa Pā Kuʻi a Lua sfidò i Māori con uno schieramento di battaglia e imparò da loro anche l'uso della taiaha. Il maestro di lua Jerry Walker fu premiato nel 2019 dall'Office of Hawaiian Affairs (OHA) come Living Treasure of the Hawaiian People.
Domande frequenti
Che cosa significa lua nelle arti marziali hawaiane?
Samuel M. Kamakau menziona il lua come rottura delle ossa. In una nota a Malo (1903), N. B. Emerson descrisse il kui-alua come una forma crudele di combattimento che unisce lotta, pugilato, rottura delle ossa e mutilazione.
Chi c'è dietro la rinascita moderna del lua?
Secondo la rivista Hūlili (2012), la rinascita deriva da una manciata di uomini istruiti da Charles Kenn (1907–1988), l'ultimo ʻōlohe vivente noto. Nel 1993 iniziarono a condurre un workshop, da cui nacque poi Pā Kuʻi a Lua.
Quali armi si usavano nel lua?
Kumukahi elenca lance, mazze, pugnali e pietre da fionda. Indica come arma preferita degli aliʻi il leiomano, una mazza di legno munita di denti di squalo tigre.
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