Pilum
Giavellotto da lancio pesante dei legionari romani con un lungo e sottile fusto di ferro, la cui punta piramidale si conficcava nello scudo colpito rendendolo inutilizzabile.
In breve
Informazioni sull'arma
Il pilum era un pesante giavellotto da lancio dei legionari romani. La sua origine è controversa: come possibili influenze si citano Sanniti, Celtiberi ed Etruschi. I ritrovamenti più antichi provengono dagli insediamenti etruschi di Vulci e Talamone, la prima menzione scritta è di Polibio, secondo cui il pilum ebbe un ruolo importante a Talamone nel 225 a.C. L'intero giavellotto misurava circa 2 m. Era formato da un fusto di ferro di circa 7 mm di diametro e circa 600 mm di lunghezza con punta piramidale, fissato all'asta di legno tramite un cannone o un codolo piatto. Il pilum pesava da 1 a 2,5 kg; gli esemplari repubblicani erano di solito un po' più pesanti di quelli imperiali. Un legionario portava di solito due pila. Gli esperimenti mostrano una gittata di circa 33 m, ma una gittata efficace di soli 15-20 m. La punta piramidale perforava lo scudo e lasciava un foro più largo del fusto, così che il giavellotto era difficile da estrarre e l'avversario doveva spesso gettare via lo scudo. Una punta di pilum lunga 295 mm, trovata nella Grotta delle spade nel deserto della Giudea vicino a Ein Gedi, risale probabilmente all'epoca della rivolta di Bar Kokhba (132-136 d.C.).
Armi correlate
- Si usava insieme a: Gladius