Bō shuriken
棒手裏剣 · bō shuriken
Letteralmente: shuriken a bastoncino
Shuriken a bastoncino: una punta dritta di ferro o acciaio lunga 12-21 cm, che le scuole giapponesi lanciavano soprattutto in volo diretto senza rotazione (jiki-dahō).
In breve
GiapponeInformazioni sull'arma
Il bō-shuriken (棒手裏剣, «shuriken a bastoncino») è una delle due forme principali dello shuriken. La sua origine resta incerta. La prima scuola storicamente attestata di shurikenjutsu è Ganritsu-ryū (verso il 1625), che insegnava anche scherma e combattimento con lancia, bastone e naginata. L'apice dello sviluppo dell'arte cade nel pacifico periodo Edo (1603–1868). Si tratta di una punta dritta di ferro o acciaio, di solito a sezione quadrata, talvolta rotonda o ottagonale; alcuni pezzi hanno una punta a entrambe le estremità. La lunghezza va da 12 a 21 cm, il peso da 35 a 150 g. Secondo il modello si distinguono kugi-gata (a forma di chiodo), hari-gata (a forma di ago) e tantō-gata (a forma di coltello). La punta della scuola Negishi-ryū, sviluppata da quella della Ganritsu-ryū, ha una testa ottagonale. Si lanciava soprattutto con la mano destra, perché il samurai portava la spada a sinistra, e in volo diretto, con mezzo giro o giro completo. La Ganritsu-ryū usava il volo diretto jiki-dahō, che secondo la fonte era una peculiarità giapponese, mentre in Cina prevalevano i lanci rotanti. In quasi tutte le scuole lo shurikenjutsu era l'insegnamento finale per gli allievi che avevano padroneggiato l'intero programma, e questa segretezza portò l'arte quasi all'estinzione. Dopo il 1868 mantennero viva l'arte Naruse Kanji (1888–1948), di Negishi-ryū, autore del primo libro sullo shurikenjutsu (1943), Fujita Seiko (1899–1966), autore del manuale Zukai Shurikenjutsu (1964), e Saitō Satoshi (1922–2014), di Negishi-ryū, che presiedette fino alla morte la Società giapponese per la promozione del kobudō. Nel 1979 nacque la scuola Meifu Shinkage-ryū, che lancia piccole punte simili a matite.
Armi correlate
- Variante di: Shuriken