Kani Basami
蟹挟
Letteralmente: forbici del granchio
Kani basami è una proiezione di judo: l'attaccante salta e avvolge le gambe intorno all'avversario come le chele di un granchio; l'IJF oggi lo vieta.
In breve
Informazioni
Kani basami (蟹挟), letteralmente forbici di granchio, deve il nome al fatto che l'attaccante avvolge le gambe intorno all'avversario come le chele di un granchio. Con la mano sinistra afferra il colletto posteriore o la schiena del kimono dell'avversario, salta dal suo lato destro e avvolge entrambe le gambe intorno a lui, la sinistra intorno al ventre e la destra dietro le ginocchia. Appoggia la mano destra a terra e lancia l'avversario all'indietro. Esiste anche una variante a una gamba, kata ashi kani basami, cioè forbici di granchio a una gamba. Si tratta di una tecnica tradizionale del judo; come maestro riconosciuto viene citato Shiro Tashiro della prefettura di Aichi. In tempi più recenti fu usata con successo da Jun Konno, tra l'altro al campionato giapponese di judo del 1991. La tecnica è associata a un alto numero di infortuni ai legamenti del ginocchio, che si verificano quando l'avversario lanciato resiste alla torsione della gamba. Il dibattito sul suo divieto fu innescato nel 1980 dall'infortunio di Yasuhiro Yamashita, che si fratturò la fibula. Nel 1982 fu vietata dal torneo interuniversitario delle sette università, nel 1985 le regole del Kodokan la vietarono alle donne e la punivano con un'ammonizione, nel 1989 restò consentita per gli uomini senior a discrezione dell'organizzatore. Le regole IJF la punivano con un'ammonizione nel 1994, con la squalifica (hansoku make) nel 1998, e nel 2018 la inclusero esplicitamente tra le tecniche vietate.