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Sanatan Shastar Vidiya

Arte delle armi dell'India del nord di tradizione kshatriya, ripresa nel Seicento dagli akali nihang sikh. Oggi estremamente rara.

Informazioni Chiave

Paese di origineIndia
RegioneAsia
Focus PrincipaleMisto
Livello di contattoPieno contatto
Sistema di cinture5 gradi

Carattere e Origine

StatoRinata
LignaggioTradizionale
Epoca di origineMedioevo

Allenamento

AbbigliamentoAbbigliamento tradizionale
SparringContatto leggero
Ruolo delle armiArmi al centro
Ruolo delle formeForme al centro

Per chi

Programmi per bambiniGruppi per bambini rari
Adatto agli anzianiAdatto con adattamenti
Impegno fisico3/5
Rischio di infortunio2/5
Curva di apprendimento4/5
Valore per autodifesa3/5
Valore per la forma fisica3/5

Organizzazione e Competizione

Sistema di gradiSenza gradi
Formato di garaSenza competizioni
Categorie di pesoNo
Stato olimpicoNon olimpico
Praticanti stimatiMeno di 10 000

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoSignificativo
CalciMarginale
ProiezioniMarginale
Lotta a terraNon utilizzato
Leve e immobilizzazioniMarginale
ArmiCentrale

Cataloghi e Database per Sanatan Shastar Vidiya

👥 Personaggi e maestri1 elementi
📜 Fonti e manoscritti1 elementi

Informazioni su Sanatan Shastar Vidiya

Il Sanatan Shastar Vidiya è un'arte marziale armata dell'India settentrionale il cui nome in punjabi significa letteralmente «scienza delle armi». Il sistema appartiene alla tradizione guerriera degli kshatriya, la classe militare indiana, e nel Seicento fu ripreso e sviluppato nel Punjab dai guerrieri sikh, soprattutto dall'ordine degli akali nihang. L'insegnamento non comincia dal pugno, ma dalla posizione e dal lavoro di gambe. La sua base è la paintra, una guardia fluida dalla quale si può in ogni istante attaccare o schivare. Segue poi il combattimento a mani nude e, per ultima, l'arma. Il principiante si allena con un bastone di legno chiamato marahati e arriva alle armi affilate soltanto quando i fondamenti sono saldi. L'arsenale è ampio: le spade kirpan e khanda, l'ascia tabar, la mazza guraj, la lancia barchha, l'arco con le frecce e l'anello da lancio chakram. Le armi si dividono in astra, quelle che si lanciano, e quelle impugnate. Gli allievi avanzati studiano una trentina di punti vulnerabili del corpo, circa trentatré, detti maram, insieme a un repertorio di movimenti di copertura e di legatura chiamati bandish. Un tratto distintivo è che il combattimento contro più avversari insieme si allena fin dall'inizio: il sistema è nato per il campo di battaglia, non per il duello. Oltre alla tecnica la scuola insiste sul lato spirituale, cioè preghiera, meditazione e un codice di condotta severo. Oggi l'arte è estremamente rara. Il suo principale depositario e maestro è Nidar Singh Nihang, all'anagrafe Surjit Singh, che insegna in Gran Bretagna. L'affermazione di una linea ininterrotta vecchia di millenni appartiene alla tradizione della scuola stessa e non è verificabile storicamente; le fonti documentate risalgono all'epoca degli Stati sikh.

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