Film
Rocky
1976Stati UnitiDramma sportivo
Dramma sportivo americano di John G. Avildsen del 1976 su un pugile di Filadelfia che ottiene la possibilità di combattere per il titolo mondiale dei pesi massimi.
Rocky è un dramma sportivo americano del 1976 diretto da John G. Avildsen su sceneggiatura di Sylvester Stallone. Stallone interpreta anche il ruolo del protagonista, il pugile Rocky Balboa di Filadelfia, che ottiene un'inaspettata possibilità di combattere per il titolo mondiale dei pesi massimi contro il campione Apollo Creed (Carl Weathers). L'incontro è fissato su quindici riprese e si svolge il giorno di Capodanno nell'ambito dei festeggiamenti per il bicentenario degli Stati Uniti. Il film mostra la boxe soprattutto attraverso la preparazione. Rocky affronta alcune settimane di un allenamento non convenzionale, in cui tra l'altro colpisce pezzi di carne di manzo come un sacco da boxe e sale di corsa i gradini del Philadelphia Museum of Art. L'allenatore Mickey Goldmill è interpretato da Burgess Meredith, e in una breve apparizione compare il pugile Joe Frazier nel ruolo di se stesso. Il personaggio di Apollo Creed è liberamente ispirato al pugile Ken Norton, che ha combattuto tre volte con Muhammad Ali. Il ruolo era stato offerto in origine allo stesso Norton, che però rinunciò. Stallone scrisse la sceneggiatura dopo aver visto l'incontro di Muhammad Ali con Chuck Wepner del 24 marzo 1975. Sul fatto che si trattasse di un modello diretto le fonti divergono: secondo la Wikipedia inglese, nell'articolo sul film Stallone nega l'ispirazione da Wepner, mentre secondo l'articolo su Wepner la riconobbe anni dopo. Wepner lo citò in giudizio nel 2003 e la controversia si concluse nel 2006 con un accordo extragiudiziale. Il film ha vinto l'Oscar come miglior film e per la miglior regia. Ha avuto cinque seguiti, da Rocky II (1979) a Rocky Balboa (2006), e la serie derivata Creed (2015–2023).
Arti marziali nell’opera
Genesi
L'incontro dopo aver visto il quale Stallone scrisse la sceneggiatura si tenne il 24 marzo 1975 al Richfield Coliseum in Ohio e in palio c'era il titolo mondiale dei pesi massimi. Chuck Wepner, soprannominato Bayonne Bleeder, che in carriera ricevette 328 punti di sutura e si ruppe il naso nove volte, mandò Ali al tappeto alla 9a ripresa (Ali sosteneva che Wepner gli stesse sul piede). Alla 15a ripresa, 19 secondi prima della fine, Ali mise Wepner KO e l'arbitro fermò l'incontro con un knockout tecnico. La Wikipedia inglese cita con cautela come possibili ispirazioni anche i pugili Rocky Marciano e Joe Frazier e l'autobiografia di Rocky Graziano Somebody Up There Likes Me.
Coreografia dei combattimenti
Chi abbia diretto le scene di pugilato, non siamo riusciti a documentarlo nelle fonti. Durante le riprese dell'incontro finale Stallone si contuse le costole e Weathers si ferì il naso. Weathers arrivò al cinema dallo sport: nel 1970 firmò come free agent non scelto al draft con gli Oakland Raiders della NFL, dove come linebacker giocò sette partite nel 1970 e una nel 1971, e dal 1971 al 1973 giocò per i BC Lions della CFL canadese. Secondo la sua biografia, da alunno di terza media praticava tra l'altro pugilato, judo e lotta, ma una pratica del pugilato in età adulta nelle fonti non l'abbiamo trovata. Le sequenze di allenamento nelle strade di Filadelfia furono girate con la Steadicam di Garrett Brown, che permise inquadrature fluide correndo accanto a Rocky.
Persone e arti marziali
- John G. AvildsenRegia
- Sylvester StalloneAttore — nel ruolo di Rocky Balboa· Pugilato (interpreta l'arte nel ruolo)
- Carl WeathersAttore — nel ruolo di Apollo Creed· Pugilato (interpreta l'arte nel ruolo)
- Burgess MeredithAttore — nel ruolo di Mickey Goldmill· Pugilato (interpreta l'arte nel ruolo)
- Joe FrazierAttore — nel ruolo di Joe Frazier· Pugilato (praticante reale)
Riconoscimenti
- Vincitore · Academy Awards, Best Picture (1977)
- Vincitore · Academy Awards, Best Director (1977)
Serie
Produzione
Chartoff-Winkler Productions