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Kiripolu

Lotta srilankese che forma il versante di presa dell'angampora. I britannici vietarono le arti marziali a Ceylon nel 1817 e molto della tradizione andò perduto.

Informazioni Chiave

Paese di origineSri Lanka
RegioneAsia
Focus PrincipalePresa
Livello di contattoPieno contatto
Sistema di cintureSenza gradi

Carattere e Origine

StatoViva e informale
LignaggioPopolare
Epoca di origineMedioevo

Allenamento

AbbigliamentoNessun abbigliamento specifico
SparringPieno contatto
Ruolo delle armiSenza armi
Ruolo delle formeSenza forme

Per chi

Programmi per bambiniGruppi per bambini comuni
Adatto agli anzianiAdatto con adattamenti
Impegno fisico4/5
Rischio di infortunio2/5
Curva di apprendimento2/5
Valore per autodifesa2/5
Valore per la forma fisica4/5

Organizzazione e Competizione

Sistema di gradiSenza gradi
Formato di garaSenza competizioni
Categorie di pesoNo
Stato olimpicoNon olimpico
Praticanti stimatiMeno di 10 000

Di cosa è fatto lo stile

Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.

Colpi di manoNon utilizzato
CalciNon utilizzato
ProiezioniCentrale
Lotta a terraMarginale
Leve e immobilizzazioniNon utilizzato
ArmiNon utilizzato

Cataloghi e Database per Kiripolu

👥 Personaggi e maestri1 elementi

Informazioni su Kiripolu

Il kiripolu è la lotta srilankese e costituisce il versante di presa della più ampia tradizione dell'angampora. Questa si divide in più parti: l'angam copre il combattimento a mani nude, l'illangam quello con le armi e il kiripolu appunto la lotta — proiezioni, atterramenti, leve e controllo a terra. Si lotta senza vesti salvo un perizoma, sulla terra, e la preparazione comprende massaggio con olio e lavoro sul respiro presi dalla tradizione curativa locale; quel legame fra addestramento e medicina caratterizza tutto l'angampora, come il kalaripayattu indiano con cui condivide uno spazio culturale. La documentazione è più sottile di quanto l'antichità attribuita alla tradizione lascerebbe attendere, e c'è una ragione precisa. Dopo la rivolta della provincia di Uva del 1817 l'amministrazione coloniale britannica vietò la pratica delle arti marziali a Ceylon, e il divieto durò decenni; molto andò perduto. Fa parte della tradizione anche il cosiddetto maya angam, lo studio dei punti vitali e della guarigione; come nel kalaripayattu si presuppone che chi sa ferire sappia anche curare.

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