Stiletto
Pugnale italiano di fine XV secolo con lama stretta, triangolare, senza filo, destinato solo all'affondo; poi celebre come arma facile da nascondere per sicari.
In breve
ItaliaInformazioni sull'arma
Lo stiletto nacque in Italia alla fine del XV secolo e si considera uno stadio evolutivo della daga a rondella o della misericordia. La parola italiana deriva dal latino stilus, lo strumento fine e a punta con cui i romani scrivevano sulle tavolette di cera. I primi stiletti avevano un'impugnatura metallica fusa in un solo pezzo, sagomata e tornita, e una lama forgiata in una barretta compatta a sezione triangolare stretta, senza filo affilato. La lama a forma di ago poteva penetrare l'armatura a piastre o la visiera di un elmo, e con lo stiletto si finiva un cavaliere ferito a morte. In seguito divenne un'arma preferita dai sicari: si poteva nascondere facilmente in una manica o in un farsetto, penetrava indumenti pesanti in pelle o in stoffa e causava ferite mortali che sanguinavano meno. Gli artiglieri usavano uno stiletto speciale per pulire il focone del cannone. Nel 1879 la città di New Orleans vietò con un'ordinanza la vendita di stiletti o la loro esposizione per la vendita. La sua forma influenzò anche coltelli da combattimento del XX secolo, come il coltello Fairbairn-Sykes del 1940 e lo stiletto V-42, e negli anni '50 negli Stati Uniti furono importati in grande quantità coltelli a scatto italiani con lama di tipo stiletto.
Armi correlate
- Derivata da: Daga a rondella
- Derivata da: Misericordia