Pata
दांडपट्टा · dandpatta
Nota anche come: dandpatta, patta
Spada indiana con elsa a forma di mezzo guanto che copre mano e avambraccio; arma di fanteria marathi pensata soprattutto per tagliare, non per la stoccata.
In breve
IndiaInformazioni sull'arma
Il pata, in marathi dandpatta, è una spada del subcontinente indiano la cui elsa forma un guanto che funge da protezione per la mano. Nacque nell'India medievale; iscrizioni su pietre eroiche scoperte di recente ne fanno risalire l'età fino al XII secolo. In guerra, tuttavia, fu usato soprattutto nel XVII e XVIII secolo, quando crebbe il potere dell'Impero marathi. L'elsa forma un mezzo guanto, di solito imbottito all'interno, con bracci ornamentali che sporgono in avanti ai due lati della lama. Il combattente afferra una barra all'interno del guanto, e un'altra barra o catena fissa il polsino all'avambraccio. La lama è diritta e a doppio taglio, lunga da 25 a 112 cm; era fabbricata da artigiani locali. Il pata era considerato un'arma di fanteria molto efficace contro la cavalleria pesantemente corazzata. Serviva soprattutto per tagliare, non per la stoccata, perché la presa prolungata sull'avambraccio permetteva colpi potenti. I tagli si esercitavano su frutta posata a terra, come limoni o lime, e le descrizioni di combattimento citano tecniche rotanti con due pata, simili a un mulino a vento. Nell'arte marziale marathi mardani khel, il pata è una spada con elsa cava che protegge la mano. Il sovrano marathi Shivaji I e il suo generale Baji Prabhu Deshpande furono, secondo la tradizione, addestrati al combattimento con il pata. Nella battaglia di Pratapgarh, la guardia del corpo di Shivaji, Jiva Mahala, colpì a morte Sayyid Banda e gli tagliò un braccio con un pata.