alabarda
Nota anche come: hallenbarte, helmbarte
Arma in asta di 2-2,5 m con lama d'ascia, punta e gancio posteriore per disarcionare i cavalieri; arma principale dei primi svizzeri, oggi arma cerimoniale della Guardia Svizzera.
In breve
Informazioni sull'arma
L'alabarda è un'arma in asta il cui nome nacque dal medio alto tedesco halm, manico, e barte, ascia da guerra. La menziona per primo come hallenbarte il poeta tedesco del XIII secolo Konrad von Würzburg. Nel XIV secolo e all'inizio del XV fu l'arma principale delle prime truppe svizzere. La testa è formata da una lama d'ascia terminante in una punta; sul retro dell'ascia può trovarsi un gancio o una punta. L'intera arma misurava di solito da 2 a 2,5 metri. Con il gancio opposto all'ascia si poteva disarcionare un cavaliere, e gli alabardieri proteggevano i moschettieri da improvvisi attacchi di cavalleria. Un contadino svizzero uccise con un'alabarda il duca borgognone Carlo il Temerario nella battaglia di Nancy, e secondo lo studio dei resti un'alabarda fratturò il cranio del re inglese Riccardo III a Bosworth nel 1485. Nel XVII secolo la portavano ormai solo due sergenti per compagnia, e divenne piuttosto un'insegna di grado. Joachim Meyer inserì il combattimento con l'alabarda nella quinta parte del suo manuale Gründtliche Beschreibung der Kunst des Fechtens (Strasburgo, 1570); su questa base si pratica il combattimento con l'alabarda nella scherma storica europea. Come arma delle guardie di corte, l'alabarda sopravvisse per secoli. Resta ancora oggi l'arma cerimoniale della Guardia Svizzera in Vaticano e della compagnia degli Alabarderos della guardia reale spagnola.
Parti dell'arma
- Uncino