Tatsumi-ryu Heiho
立身流兵法Una scuola di samurai dell'inizio del sedicesimo secolo, dove spada, lancia e bastone condividono lo stesso programma e, nelle forme a coppie, la spada vince sempre.
Informazioni Chiave
Carattere e Origine
Allenamento
Per chi
Organizzazione e Competizione
Di cosa è fatto lo stile
Valutazione redazionale su scala 0–3, in base allo spazio che ogni area occupa nell’allenamento abituale.
Informazioni su Tatsumi-ryu Heiho
Tatsumi-ryū Heihō è una scuola giapponese di koryū bujutsu fondata da Tatsumi Sankyō. Le fonti collocano la sua origine tra il 1504 e il 1521, cioè nell'era Eishō, e le stesse fonti definiscono questa datazione approssimativa; il catalogo indicava in precedenza l'anno 1500 e lo ha corretto in 1504, mantenendolo comunque come approssimativo. Il programma si distingue per come è organizzato. Accanto alla scherma (kenjutsu) e all'estrazione della spada (iai), comprende il sōjutsu, il combattimento con la lancia, e lo yawara, il combattimento a mani nude, che la scuola evita deliberatamente di chiamare jūjutsu. Il bastone lungo (rokushaku bō), il bastone corto (hanbō) e la naginata non sono trattati come discipline separate, ma sono classificati sotto la scherma: la scuola li considera modi di applicare lo stesso lavoro di spada con un'arma diversa in mano. Lo yawara comprende anche il kappō, tecniche di rianimazione, e il legare con la corda; alcuni rotoli sono dedicati alla ricognizione e agli stratagemmi. Nelle forme a coppie vale una regola che dice molto sulla scuola: qualunque cosa tenga l'avversario, la spada vince sempre. Non è un'affermazione sulla superiorità dell'arma, ma un'intenzione didattica, perché l'allievo impari la via d'ingresso contro ciascuna di esse. La scuola si trasmette ancora oggi; il suo ventiduesimo maestro è Katō Hiroshi, nato nel 1944, con sede a Sakura, nella prefettura di Chiba, territorio che storicamente apparteneva al clan Hotta. Fuori dal Giappone la scuola si trasmette solo in pochi luoghi, tra cui Australia, Francia e Spagna. Anche i lavori con la corda e le tecniche di rianimazione restano parte integrante dello yawara, e non discipline a sé stanti.
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